Decreto Salva Superbonus approvato dalla Camera: confermate tutte le ‘strette’

da | 6 Feb 2024 | Costruzione, ambiente e territorio

Parliamo del Decreto Salva Superbonus. Difficilmente, a memoria, ci si ricorda di un decreto-legge approvato senza modifiche dalla Camera: l’eccezionalità dell’evento, però, arriva su un provvedimento che già nel momento del suo primo varo aveva ottenuto qualcosa in più di quanto il Governo voleva concedere.Il cui DDL di conversione in legge la Camera ha approvato, lo scorso 31 gennaio, nella stessa ‘veste’ pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre 2023.

Nessuno dei (tanti) emendamenti presentati, soprattutto per togliere le forti strette al Bonus Barriere 75% e per prorogare ulteriormente il termine dei lavori in condominio per l’ottenimento del Superbonus, è stato ammesso: nessuna possibilità, col testo che ora approda in Senato dove la discussione è prevista con inizio 20 febbraio (il termine per la conversione in legge è fine mese).

Ma cosa contiene questo decreto, che possiamo tranquillamente considerare come l’ultimo che si occupa di Superbonus?

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Superbonus: scadenze e aliquote

Il provvedimento ha introdotto nuove disposizioni per il Superbonus 110% (o 90%) dei condomini, estendendo le agevolazioni a lavori avviati ma non completati entro il 31 dicembre 2023. In particolare, è stato confermato il riconoscimento del credito d’imposta per lavori asseverati entro il 31 dicembre 2023 (con una sorta di salvaguardia per le detrazioni relative a interventi avviati entro il 31 dicembre 2023), con l’opzione esercitata secondo specifici stati di avanzamento dei lavori (SAL).

Tradotto: le detrazioni spettanti per gli interventi rientranti nella disciplina del cd. Superbonus, per le quali – sulla base di stati di avanzamento dei lavori effettuati fino al 31 dicembre 2023 – è stata esercitata l’opzione per lo sconto in fattura, o per la cessione del credito, non sono oggetto di recupero in caso di mancata ultimazione dell’intervento stesso, ancorché tale circostanza comporti il mancato soddisfacimento del requisito del miglioramento di due classi energetiche.

Per gli interventi non conclusi, dal 1° gennaio 2024 si applicano le percentuali previste dalla normativa vigente, con un particolare riferimento al caso dei condomini, che mantiene uno sgravio al 70% (il cosiddetto ‘decalage’, che poi nel 2025 scenderà al 65%).

Il contributo per i redditi bassi

L’articolo 1 – come specificato anche dal dossier del Parlamento – riconosce inoltre l’erogazione di un contributo a favore dei soggetti che eseguono gli interventi agevolati ai sensi dell’art.119, comma 8-bis, primo periodo, del decreto-legge 34/2020 (quindi ‘passibili’ di Superbonus), per le spese sostenute dal 1° gennaio 2024 al 31 ottobre 2024, che entro la data del 31 dicembre 2023 abbiano raggiunto uno stato di avanzamento dei lavori non inferiore al 60 per cento e che hanno un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro. Per i dettagli sulle modalità di erogazione e richiesta del contributo, si attende la pubblicazione di un apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Demolizione e ricostruzione in zone sismiche: no alla cessione del credito

L’articolo 2 estende il divieto generale di fruizione indiretta, attraverso cessione del credito o sconto in fattura dell’agevolazione, anche agli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici nelle zone sismiche 1-2-3 compresi in piani di recupero di patrimoni edilizi o riqualificazione urbana e per le quali non sia stato richiesto, prima del 30 dicembre 2023, il relativo titolo abilitativo. Viene inoltre introdotto l’obbligo di stipulare contratti assicurativi a copertura dei danni cagionati agli immobili da calamità naturali ed eventi catastrofali per i contribuenti che usufruiscono della Superbonus 110% per interventi effettuati nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici.

Bonus Barriere: che stretta! Ok per scale e ascensori, no agli infissi

Un’altra stretta importante è quella relativa al Bonus Barriere 75%: dallo scorso 30 dicembre rientrano nel perimetro del bonus solamente scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici. Fuori quindi gli infissi e altri interventi non pertinenti. Inoltre, è necessaria un’apposita asseverazione per il rispetto dei requisiti ed è richiesta la tracciabilità dei pagamenti, da effettuare con il cosiddetto “bonifico parlante” (stesse regole previste, ad esempio, per il Bonus Ristrutturazioni). Le modifiche limitano inoltre al 31 dicembre 2023 l’operatività delle norme che, per gli interventi agevolati di eliminazione delle barriere architettoniche, derogano al blocco dell’esercizio delle opzioni per lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Queste opzioni rimangono praticabili per gli interventi dei condomini sulle parti comuni degli edifici e per le persone fisiche, in alcune specifiche ipotesi. Inoltre, lo sconto in fattura e la cessione del credito restano applicabili per le spese sostenute in relazione agli interventi per i quali, prima del 30/12/2023:

  • risulti presentata la richiesta del titolo abilitativo, ove necessario;
  • ove non sia prevista, ove siano già iniziati i lavori oppure, nel caso in cui i lavori non siano ancora iniziati, sia già stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni e dei servizi oggetto dei lavori e sia stato versato un acconto sul prezzo.

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