Decreto Coesione convertito in legge: le misure per i professionisti

da | 8 Lug 2024 | Competenze multidisciplinari

La Camera dei Deputati ha approvato, lo scorso 3 luglio, la legge di conversione del Decreto Coesione poi pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 luglio (legge 95/2024, di conversione del DL 60/2024, qui il testo coordinato).

La norma contiene alcune misure di specifico interesse per i professionisti: come sottolineato dal dossier ufficiale del Parlamento, segnaliamo in primis il comma 4-bis dell’articolo 15, introdotto durante l’esame in sede referente, che modifica la normativa relativa alle agevolazioni fiscali del pacchetto Transizione 5.0.

Le modifiche specificano che il credito d’imposta Transizione 5.0 include anche gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo, anche a distanza, ai sensi dell’articolo 30, comma 1,

lettera a), n. 2 del decreto legislativo n. 199 del 2021. Tale norma prevede che un cliente finale che diviene autoconsumatore di energia rinnovabile produce e accumula energia elettrica rinnovabile per il proprio consumo con uno o più impianti di produzione da fonti rinnovabili, ubicati presso edifici o in siti diversi da quelli presso il quale l’autoconsumatore opera, fermo restando che tali edifici o siti devono essere nella disponibilità dell’autoconsumatore stesso.

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L’articolo 16, poi, prevede la definizione di specifiche azioni a sostegno dell’avvio di attività di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero-professionali: Autoimpiego Centro-Nord Italia (art. 17) e Resto al Sud 2.0 (art.18).

Nel dettaglio, entrambe le misure – Autoimpiego Centro-Nord Italia e Resto al Sud 2-0 – sono volte a sostenere l’avvio di attività imprenditoriali e libero-professionali rispettivamente nella regione centro-nord del Paese e nel Mezzogiorno d’Italia.

I beneficiari sono giovani sotto i 35 anni in situazioni di marginalità, vulnerabilità sociale, discriminazione, o disoccupati, inattivi e beneficiari di ammortizzatori sociali del programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori (GOL).

Le attività finanziabili comprendono formazione, accompagnamento alla progettazione preliminare e tutoraggio per l’avvio di attività imprenditoriali e libero-professionali (compresa l’apertura della partita IVA).

Sono previsti incentivi specifici in regime de minimis: un voucher di avvio fino a 40.000 euro, un contributo a fondo perduto fino al 65% dell’investimento per programmi di spesa fino a 120.000 euro, e fino al 60% dell’investimento per programmi di spesa tra 120.000 e 200.000 euro.

I dettagli, i criteri e le modalità di finanziamento per le iniziative ammissibili saranno definiti con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, entro novanta giorni dall’entrata in vigore del decreto in questione.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali si avvale, quali soggetti gestori delle misure di cui sopra, delle società Sviluppo Lavoro Italia S.p.A., Agenzia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa – Invitalia S.p.A., a cui sono affidate le attività di tutoraggio, la selezione delle domande, l’istruttoria, la concessione ed erogazione degli incentivi, ed Ente Nazionale Microcredito, a cui è affidato il coordinamento dell’attività formativa.

L’articolo 21, invece, introduce un esonero contributivo temporaneo per i soggetti disoccupati che avviano un’attività imprenditoriale in Italia nel periodo dal 1° luglio 2024 al 31 dicembre 2025, nei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie, la transizione digitale ed ecologica. Anche questa agevolazione è destinata a coloro che, al momento dell’avvio dell’attività, hanno meno di 35 anni di età.

E’ possibile richiedere, fino alla fine del 2028, sia per i professionisti che per eventuali dipendenti delle imprese avviate sempre Under 35, con esonero del 100% dei contributi INPS per 2 anni al massimo e un tetto di 500 euro al mese (si sale a 666 euro per le Regioni del Sud).

L’articolo 22, poi, prevede un esonero contributivo temporaneo per i datori di lavoro privati che assumono personale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nel periodo dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025. Questo beneficio si applica esclusivamente al personale non dirigenziale e include anche i casi di trasformazione da contratto a tempo determinato a tempo indeterminato.

I lavoratori assunti devono essere sotto i 35 anni di età al momento dell’assunzione e non devono aver mai avuto un contratto a tempo indeterminato, a meno che non siano stati impiegati da un datore che ha già parzialmente beneficiato di questo esonero.

L’esonero consiste nel totale delle contribuzioni a carico del datore per un massimo di ventiquattro mesi, con un limite di 500 euro mensili per lavoratore, aumentato a 650 euro per le assunzioni nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Per concludere le misure inerenti gli sgravi contributivi, l’articolo 23 prevede uno sgravio completo per i datori di lavoro privati che assumono donne a tempo indeterminato tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025.

Le donne devono essere in situazioni di svantaggio, senza lavoro da almeno 6 mesi se residenti in specifiche zone o da almeno 24 mesi altrove e le assunzioni devono portare a un aumento netto dell’occupazione.

Lo sgravio contributivo è concesso per un massimo di 24 mesi e non può superare i 650 euro mensili per ogni lavoratrice, entro limiti di spesa definiti.

Un’altra misura del Decreto Coesione che interessa i professionisti tecnici è l’art.28, che modifica le regole riguardanti la verifica dell’adeguatezza del costo della manodopera nei contratti di appalto pubblici e privati per lavori edili. Le sanzioni per il mancato rispetto di questa verifica sono ora applicabili a tutti gli appalti pubblici e, per quanto riguarda quelli privati, a quelli con un valore di almeno 70.000 euro anziché 500.000 euro come in precedenza.

Inoltre, la responsabilità della verifica spetta ora al direttore dei lavori nei contratti privati, mentre nei contratti pubblici rimane responsabile il responsabile del progetto, con il committente ritenuto responsabile solo in caso di mancata nomina del direttore dei lavori.

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