mercoledì, 5 Ottobre 2022
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Industria 4.0: il Decreto Aiuti-Ter rivoluziona gli Istituti tecnico-professionali

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Il Decreto Aiuti-Ter rivoluziona gli Istituti tecnico-professionali

Il Governo, venerdì 16 settembre, ha approvato tra le altre cose il Decreto Aiuti-Ter, ennesimo paracadute per la crisi energetica in atto.

All’interno di questo provvedimento, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, c’è però una misura che va a rivedere le ‘regole’ degli istituti di formazione tecnica e professionale, una vera e propria riforma – prevista dal PNRR come obiettivo da centrare entro il 2022 – che vira nella direzione dell’Industria 4.0, stante la ferma volontà di avvicinare ancor di più la ‘scuola’ alle ‘industrie’.

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Gli istituti tecnici

Nel testo si legge che per “poter adeguare costantemente i curricoli degli istituti tecnici alle esigenze in termini di competenze del settore produttivo nazionale, secondo gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, orientandoli anche verso le innovazioni introdotte dal Piano nazionale, Industria 4.0, in un’ottica di piena sostenibilità ambientale, con uno o più regolamenti, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, si provvede alla revisione dell’assetto ordinamentale dei percorsi dei suddetti istituti, in modo da sostenere il rilancio del Paese consolidando il legame tra crescita economica e giustizia sociale”.

I criteri della riforma

I regolamenti di cui sopra saranno adottati rispettando alcuni criteri precisi, tra i quali:

  • ridefinizione dei profili dei curricoli vigenti, mirando a: 1) rafforzare le competenze linguistiche, storiche, matematiche e scientifiche, la connessione al tessuto socioeconomico del territorio di riferimento, favorendo la laboratorialità e l’innovazione; 2) valorizzare la metodologia didattica per competenze, caratterizzata dalla progettazione interdisciplinare e dalle unità di apprendimento, nonché aggiornare il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente e l’incremento degli spazi di flessibilità;
  • previsione di meccanismi volti a dare la continuità degli apprendimenti nell’ambito dell’offerta formativa dei percorsi di istruzione tecnica con i percorsi dell’istruzione terziaria nei settori tecnologici;
  • previsione di specifici strumenti e meccanismi premiali volti al riconoscimento presso le università di crediti formativi maturati nell’ambito dei tirocini curricolari svolti dagli studenti frequentanti la classe terminale degli istituti tecnici, al fine di accelerare il conseguimento del titolo di laurea ad orientamento professionale;
  • previsione di specifiche attività formative destinate al personale docente degli istituti tecnici, finalizzate alla sperimentazione di modalità didattiche laboratoriali, innovative, coerentemente con le specificità dei contesti territoriali.
  • previsione a livello regionale o interregionale di accordi, denominati “Patti educativi 4.0”, per l’integrazione e la condivisione delle risorse professionali, logistiche e strumentali di cui dispongono gli istituti tecnici e professionali, le imprese, gli enti di formazione accreditati dalle Regioni, gli ITS Academy, le università e i centri di ricerca, anche attraverso la valorizzazione dei poli tecnico-professionali e dei patti educativi di comunità, nonché la programmazione di esperienze laboratoriali condivise, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente.

Le certificazioni

In tal senso, gli studenti che completano almeno il primo biennio del percorso di istruzione tecnica acquisiscono una certificazione che attesta le competenze in uscita corrispondente al secondo livello del Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente, di cui alla raccomandazione 2017/C 189/03 del Consiglio, del 22 maggio 2017.

Gli studenti che completano anche il secondo biennio del percorso di istruzione tecnica acquisiscono una certificazione che attesta le competenze in uscita corrispondente al terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente, di cui alla raccomandazione 2017/C 189/03 del Consiglio, del 22 maggio 2017.

Con successivo decreto interministeriale, saranno poi definiti i modelli e le modalità di rilascio delle certificazioni di cui sopra.

Le tempistiche della riforma

Per l’avvento, a regime, delle novità, bisognerà in ogni caso attendere i regolamenti di cui al comma 1, che contestualmente abrogheranno le norme, anche di legge, individuate espressamente nei regolamenti, regolatrici degli ordinamenti e dei percorsi dell’istruzione tecnica, ivi comprese le disposizioni previste nel DPR 88/2010.

Quindi: serve la pubblicazione in GU del DL Aiuti-Ter e poi, entro 6 mesi, servono i regolamenti specifici. La strada è tracciata, ma servirà comunque tempo.

Gli istituti professionali

Riguardo agli istituti professionali, invece, vengono apportate modifiche al d.lgs 61/2017, sottolineando che “il profilo educativo, culturale e professionale si basa su uno stretto raccordo della scuola con il mondo del lavoro e delle professioni e si ispira ai modelli promossi dall’Unione europea, in coerenza con gli obiettivi di innovazione, sostenibilità ambientale e competitività del sistema produttivo in un’ottica di promozione e sviluppo dell’innovazione digitale determinata dalle evoluzioni generate dal Piano nazionale “Industria 4.0” e di personalizzazione dei percorsi contenuta nel Progetto formativo individuale”.

Saranno inoltre definite, con linee guida, misure di supporto allo sviluppo dei processi di internazionalizzazione per la filiera tecnica e professionale per la realizzazione dello Spazio europeo dell’istruzione in coerenza con gli obiettivi dell’Unione europea in materia di istruzione e formazione professionale.

DL Aiuti Ter – schema – CdM 16set22

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