DDL Made in Italy: le norme per valorizzare la produzione italiana

da | 27 Dic 2023 | Design

DDL Made In Italy

Lo scorso 20 dicembre il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge sul Made in Italy, che prevede – tra l’altro – interventi di valorizzazione, promozione e tutela, tra i quali l’istituzione di un Fondo sovrano, del liceo del ‘Made in Italy’ e di una specifica Giornata nazionale che si terrà il 15 aprile.

Il DDL Made in Italy, collegato alla legge di bilancio 2022, interviene – segnala il MIMIT – su diversi settori produttivi per valorizzare e promuovere le produzioni d’eccellenza, le bellezze storico artistiche e le radici culturali nazionali, quali fattori da preservare e tramandare non solo a fini identitari ma anche per la crescita dell’economia nazionale nell’ambito e in coerenza con le regole del mercato interno.

Ma vediamo le misure di interesse per i professionisti, e in particolare quelle che riguardano il design di ‘produzione’ italiana, e ricordando che per l’entrata in vigore del provvedimento serve la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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Imprenditoria femminile

Viene istituita un’apposita riserva, per un importo di 15 milioni di euro, a valere sulle disponibilità del Fondo rotativo previsto dall’articolo 4 del D.M. 30 novembre 2004, destinata al finanziamento di iniziative di autoimprenditorialità promosse da donne e allo sviluppo di nuove imprese femminili.

Incentivazione della proprietà industriale

Per promuovere la conoscenza e la consapevolezza delle potenzialità connesse alla brevettazione delle invenzioni e di sostenere la valorizzazione dei processi di innovazione, è autorizzata la spesa di 8 milioni di euro per il 2023 e di un milione di euro per il 2024 per la concessione, per l’anno 2024, sia alle start up innovative, che alle microimprese, del Voucher 3I – Investire in Innovazione.

Il voucher può essere utilizzato per l’acquisizione di servizi di consulenza relativi alla verifica della brevettabilità dell’invenzione e all’effettuazione delle ricerche di anteriorità preventive, alla stesura della domanda di brevetto e di deposito presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi, all’estensione all’estero della domanda nazionale.

Tutela dei marchi di particolare interesse e valenza nazionale

L’articolo 7 obbliga l’impresa titolare o licenziataria di un marchio registrato da almeno 50 anni, o per il quale sia possibile dimostrare l’uso continuativo da almeno 50 anni, che intenda cessare definitivamente l’attività svolta, a notificare preventivamente al MIMIT le informazioni relative al progetto di cessazione dell’attività e i motivi che impongono la medesima cessazione.

Nel caso di cui sopra, al fine di tutelare i marchi di particolare interesse e valenza nazionale ed evitare la loro estinzione, viene consentito al MIMIT di subentrare gratuitamente nella titolarità del marchio, qualora lo stesso non sia stato oggetto di cessione a titolo oneroso.

Per i marchi che risultino non utilizzati da almeno cinque anni, il MIMIT può depositare, a proprio nome, domanda di registrazione del marchio.

Il Ministero è autorizzato ad utilizzare i marchi suddetti esclusivamente in favore di imprese, anche estere, che intendano investire in Italia o trasferire in Italia attività ubicate all’estero.

Tutela proprietà intellettuale

Il DDL istituisce il CONTRASSEGNO PER IL MADE IN ITALY al fine di tutelare e promuovere la proprietà intellettuale e commerciale dei beni prodotti nel territorio nazionale e di un più efficace contrasto della falsificazione.

Disposizioni in materia di crescita e sviluppo dei prodotti industriali italiani

L’intervento normativo anticipa la fase nazionale di registrazione, in coerenza con le disposizioni del regolamento UE che riconosce l’IGP ai prodotti industriali, garantendo sin d’ora una maggiore tutela per i prodotti italiani artigianali e industriali.

Inoltre, le fasi di lavorazione dei prodotti potranno essere certificate attraverso la blockchain.

Imprese culturali e creative

L’articolo 25, modificato alla Camera dei deputati, reca la definizione di “imprese culturali e creative”, rinviando ad un decreto attuativo la definizione delle modalità e delle condizioni del riconoscimento della medesima qualifica.

Definisce, quindi, start up innovative culturali e creative le imprese che rispondono sia alla definizione di start up innovativa, che a quella di impresa culturale e ricreativa. Infine, prevede che le imprese culturali e creative siano iscritte in un’apposita sezione nel registro delle imprese

Creatori digitali

Si introduce la definizione dei creatori digitali quali artisti che sviluppano opere originali ad alto contenuto digitale.

E’ demandato ad un decreto del Ministro della cultura, da adottarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, l’istituzione di un apposito repertorio nel registro pubblico delle opere protette, per tutelare i diritti delle opere originali ad alto contenuto digitale.

Contributo per le imprese culturali e creative

E’ previsto lo stanziamento di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2033 per la concessione da parte del Ministero della cultura di contributi a favore delle imprese culturali e creative.

SCARICA IL DDL Made in Italy – testo definitivo approvato Senato

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