La Commissione europea presenta la sua proposta che mira ad aggiornare i parametri di riferimento
Avvalersi di “tutta la flessibilità possibile” per arrivare a valori di riferimento più elevati, con un impatto finanziario stimato in circa 4 miliardi di euro nel periodo 2026-2030. È questo l’esito di una prima revisione, a cui seguirà un ulteriore aggiornamento nel mese di luglio.
Lo si legge sul sito della Commissione europea, che questa settimana ha annunciato la scelta di aggiornare i valori dei parametri di riferimento del sistema di interscambio di quote di emissione dell’Unione, l’ormai noto Ets.
Da mesi il governo italiano (e non solo) chiede una revisione della direttiva Ets, ritenuta troppo stringente e penalizzante per lo sviluppo del mercato comunitario. Un appello che, tuttavia, non è stato accolto dalla Commissione: l’aggiornamento, infatti, rientra in un obbligo previsto dalla direttiva, che stabilisce un intervento ogni cinque anni. Le modifiche, comunque, cercano in parte di recepire le criticità sollevate dai vari Paesi.
“I parametri di riferimento aggiornati si basano sulle prestazioni degli impianti più efficienti in ciascun settore e garantiscono che l’assegnazione gratuita continui a premiare l’efficienza e a incentivare l’industria a ridurre le emissioni”, si legge sul sito della Commissione. “Ciò sostiene la decarbonizzazione mantenendo nel contempo la competitività”.
Secondo Bruxelles, le scelte adottate “affrontano le preoccupazioni del settore”. La Commissione afferma inoltre di aver utilizzato “tutta la flessibilità giuridica possibile ai sensi della direttiva” per aggiornare i parametri. Si tratta di 14 parametri di riferimento di prodotto che in precedenza riguardavano le emissioni indirette legate all’uso dell’energia elettrica, mentre l’assegnazione gratuita era concessa solo per le emissioni dirette.
Per incentivare l’elettrificazione industriale, con la revisione delle regole sull’assegnazione gratuita, tali benefici sono stati estesi anche alle emissioni indirette. Ne deriva un innalzamento dei valori di riferimento e un impatto finanziario stimato in circa 4 miliardi di euro per il periodo 2026-2030.
Fatto questo, entro il prossimo luglio la Commissione “riesaminerà l’Eu Ets, per modernizzarlo”. Per “rispondere alle preoccupazioni espresse da alcuni settori industriali”, verranno proposti parametri specifici per settore. Si punterà anche ad agevolare le Pmi nell’accesso all’asta per la decarbonizzazione del calore industriale.
















