martedì, 27 Settembre 2022

Dall’esonero contributivo le risorse del Ddl malattia

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Un altro anno, il quarto della Legislatura, sta concludendosi e, nonostante le promesse, il Disegno di legge 1474, a mia prima firma, ma sottoscritto da tutte le forze politiche, è ancora in attesa di copertura per poter riprendere l’iter legislativo in Senato.

Lo scorso luglio il Ministro dell’Economia Daniele Franco aveva dato ampie rassicurazioni sulla possibilità di fornire copertura finanziaria al Ddl, dopo che la stima rivista con il Dipartimento Finanze del Mef era stata ridotta da oltre 200 milioni a circa 30, ma purtroppo, ad oggi, non risultano ancora riscontri concreti. L’utilità di una legge che garantisca anche ai professionisti il diritto costituzionale alla salute, cioè la possibilità di ammalarsi senza incorrere in sanzioni per scadenza dei termini, che rappresenterebbe peraltro pure una tutela per i clienti di tutte le libere professioni, è stata riconosciuta trasversalmente dalla politica e dalle Istituzioni. Negli scorsi giorni agli Stati generali della previdenza voluti dall’Associazione delle Casse, l’Adepp, il presidente Alberto Oliveti ha ribadito l’importanza strategica di questo provvedimento, e pure diversi Consigli nazionali degli Ordini, Casse di previdenza e sindacati di categorie professionali hanno più volte manifestato l’urgenza dell’approvazione, tanto che lo stesso viceministro dello Sviluppo economico Gilberto Pichetto Fratin ha confermato tale posizione. Ritengo fondamentale, per non vanificare un’opportunità che noi professionisti stiamo perseguendo da anni, che il mondo professionale si mobiliti unitariamente per raggiungere lo scopo prefisso. Le coperture richieste sono ormai assolutamente irrisorie, e quindi, come suggerito nelle scorse settimane al Governo, sarebbe sufficiente usare ad esempio una minima parte dei fondi destinati all’esonero contributivo, che potrebbero rimanere inutilizzati, per risolvere il problema.

Il Ministro Franco ci deve una risposta coerente con gli impegni assunti, e le forze politiche dimostrino, quindi, concretamente di saper dialogare trasversalmente, quando si affrontano tematiche così rilevanti e qualificanti per le libere professioni. Fratelli d’Italia ha, infatti, voluto condividere con le altre forze parlamentari il Disegno di legge, che reputa di primaria valenza strategica, confermando la propria vocazione costruttiva nell’interesse nazionale.

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