Dal «ritocco» al Pnrr alla riproposizione di una legge sull’equo compenso, il (futuro) governo di centrodestra indica la «road map»

da | 27 Set 2022 | In evidenza

La «road map» del (futuro) governo

Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) da rivedere, azioni mirate sugli approvvigionamenti energetici (e sul «peso» delle bollette) del nostro Paese. E, ancora, riproporre in Parlamento una proposta legislativa che irrobustisca il principio dell’equo compenso per i liberi professionisti, dopo che il naufragio della XVIII Legislatura ha impedito il varo del testo sostenuto principalmente dal centrodestra. È un assaggio della «road map» tracciata dai vertici del centrodestra, in primis da quelli del partito che ha ottenuto più voti alle elezioni del 25 settembre, ossia FdI, in vista della formazione del futuro governo. Per lo schieramento guidato da Giorgia Meloni, infatti, numerosi sono i «nodi» da sciogliere, a causa delle conseguenze della crisi fra Russia ed Ucraina, fra i quali l’impennata dei prezzi, soprattutto di quelli energetici, che sta mettendo in difficoltà famiglie ed imprese. A testimoniarlo, nelle ultime ore, anche l’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), secondo cui giungono segnali via via più preoccupanti sul rallentamento dell’economia globale a causa della recessione e del prolungarsi del conflitto nell’Est, che potrebbe avere anche ripercussioni serie sulla sicurezza alimentare in molti paesi del mondo. In tale panorama, l’Istituto inserisce la frenata della Penisola, dove la crescita calerà dal 3,4% atteso per il 2022 allo 0,4% stimato per il prossimo anno; intanto, l’agenzia di rating S&p vede ancora peggio, e taglia la crescita italiana del prossimo anno dal +2,1% a -0,1%, indicando per quest’anno una salita del 3,1%, comunque inferiore al precedente 3,4% stimato qualche mese fa.

Piano nazionale di ripresa e resilienza

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Sul versante strettamente energetico, FdI ha espresso le proprie intenzioni per bocca del capogruppo al Senato uscente, Luca Ciriani: «È evidente a tutti che adesso c’è una emergenza bollette. Sicuramente la priorità delle priorità è metter mano al costo delle bollette, poi verificheremo tutto il resto in base alle risorse», ha precisato durante una conferenza stampa, ieri pomeriggio. Al numero uno dei deputati nella passata Legislatura Francesco Lollobrigida il compito di affrontare altri temi «caldi», su sollecitazione dei giornalisti: innanzitutto, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), su cui ha annunciato che il partito ha intenzione di modificare l’impianto di finanziamenti arrivati dall’Unione europea in risposta alla crisi pandemica. «I soldi del Pnrr non ci vengono regalati, per FdI vanno spesi bene, secondo una strategia. Tutte le altre nazioni stanno ragionando di adeguare, dove possibile, il piano e la tempistica di attuazione. Stiamo ragionando con gli interlocutori idonei su come si possa modificare il Pnrr. L’obiettivo è spendere bene in una strategia di rilancio della nazione», ha detto.

Quanto, poi, al reddito di cittadinanza, ha aggiunto che «uno Stato serio si occupa dei deboli, il reddito di cittadinanza nasceva tra le politiche attive del lavoro, doveva creare un sostegno e mettere in contatto domanda offerta e ha fallito. Va cancellato sotto questo aspetto, ma questo non vuol dire lasciare i deboli senza aiuto». A seguire, Lollobrigida, entrando su questioni macroeconomiche, ha precisato: «Sull’idea di indebitarsi diciamo che la valuteremo ma è l’ultima istanza, perché non è che uno stampa i soldi alla Zecca, la nazione più si indebita e più è aggredita dagli speculatori», sono state le sue parole, rispondendo a una domanda sull’ipotesi di un nuovo ricorso allo scostamento di bilancio, nella conferenza stampa post voto. E ha ribadito: «Sullo sforamento, noi non abbiamo escluso niente ma ci sono temi che vorremmo ordinare pe priorità. Ad esempio crediamo che oggi bisogna battersi per arrivare al tetto del prezzo del gas, questa è la priorità. L’altra è il disaccoppiamento dei prezzi del gas e dell’elettricità su cui potrebbe intervenire immediatamente».

Stando, infine, alle indicazioni giunte da diversi esponenti del centrodestra, prima delle consultazioni del 25 settembre, un nuovo provvedimento legislativo sull’equo compenso per i professionisti approderà in Parlamento, colmando così la lacuna della approvazione sfiorata di un testo a prima firma della leader di FdI Giorgia Meloni sul finire della XVIII Legislatura.

 

 

 

 

 

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