Dai Periti Industriali la prima Comunità energetica ad impatto sociale

da | 8 Set 2022 | Meccanica ed efficienza energetica

Un impianto energetico rinnovabile sarà realizzato e donato di concerto con le istituzioni comunali in un quartiere della città di Venezia garantendo così la possibilità di autoprodurre energia pulita azzerando i costi della bolletta. Il tutto con la progettazione dei professionisti tecnici.

E’ quanto annunciato nel corso di Roma Innovation Hub, la prima convention delle professioni tecniche italiane in corso a Roma fino al 10 settembre, dal Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati, Anci Veneto e Ancitel Energia e Ambiente, nel corso della presentazione dei risultati del road show “Le comunità energetiche rinnovabili, motore di innovazione e sviluppo. Il ruolo delle professioni tecniche”. Un progetto, che arriva a conclusione del percorso di sensibilizzazione del Cnpi “Illuminare la speranza” che, dopo aver fatto tappa nelle principali città italiane – Napoli, Milano, Firenze, Bari, Palermo – si è dato l’obiettivo di combattere la povertà e i costi energetici in bolletta attraverso la realizzazione di comunità energetiche in Italia, anche ad impatto sociale.

“Abbiamo portato in giro per l’Italia – ha detto il presidente Consiglio nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati Giovanni Esposito – non solo una campagna di sensibilizzazione sulle comunità energetiche ma abbiamo voluto guardare anche il lato sociale del Paese e del progetto. A conclusione del percorso abbiamo voluto mettere insieme tutta la filiera, dagli stakeholders alle istituzioni, fino alla parte legale, proprio come richiede la creazione di una comunità energetica. Si tratta di un modello virtuoso che ci permette di efficientare i consumi energetici nelle aree urbane più bisognose, peraltro in un periodo di grande instabilità dei prezzi delle bollette per famiglie e imprese, e di ridurre l’inquinamento ambientale promuovendo uno sviluppo locale sostenibile”.

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Alla luce della normativa nazionale e della direttiva europea si stabilisce che le comunità energetiche abbiano una dimensione territoriale e debbano svilupparsi nella prossimità degli impianti che producono energia da fonti rinnovabili. Ogni paese ha recepito questo vincolo in modo diverso. In Italia il limite territoriale è stato definito dalle cabine primarie. La dislocazione delle cabine primarie è un’informazione sensibile. Si è in attesa dei decreti attuativi della normativa italiana mentre la direttiva ARERA uscita poche settimane è in attesa delle osservazioni. Il quadro complessivo e generale e per delimitare meglio i confini di pertinenza per ciascuna di esse è una questione che da mesi si aspetta definita. Dopo l’attuazione delle direttive europee e nazionali (si attende ora il decreto attuativo del Mite per sfruttare i miliardi previsti dal PNRR), la palla passa proprio agli enti locali a cui di fatto è affidato il compito di sviluppare in concreto una nuova cultura della sostenibilità sul territorio.

Proprio da queste premesse il CNPI, in attesa della conclusione del processo normativo, si è fatto promotore di un Protocollo d’intesa per lo sviluppo di attività informative, per supportare i comuni ad adeguare le normative esistenti e per affiancarli nella pianificazione di soluzioni mirate e strategiche nel nome dello sviluppo sostenibile.

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