Da Semplificazioni ad «Aiuti Bis», gli ultimi atti del governo Draghi (con tanto di «restyling» del Superbonus 110%)

da | 28 Lug 2022 | In evidenza

Comunità energetiche 2023

I giorni dedicati allo svolgimento degli «affari correnti» scorrono, in questa rovente fine di luglio, con una «tabella di marcia» alquanto serrata per il governo dimissionario di Mario Draghi: ieri, infatti, la Camera ha dato il via libera al Decreto Semplificazioni (che adesso dovrà passare al Senato per l’approvazione definitiva, prima della scadenza del 20 agosto prossimo), mentre prosegue l’attività di rifinitura del cosiddetto Decreto «Aiuti Bis», che andrà in Consiglio dei ministri la prossima settimana. Nel primo provvedimento si è consumato l’ennesimo «restyling» della normativa sul Superbonus 110% per le ristrutturazioni in edilizia, all’insegna dell’efficientamento energetico: il nuovo articolato, sui cui palazzo Madama dovrà accendere il semaforo verde definitivo, sblocca le cessioni e gli sconti in fattura antecedenti al primo maggio di quest’anno. Novità, nel testo, poi, pure sul versante della mobilità sostenibile, giacché è passata la norma che modifica il Dpcm (Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri) dello scorso 6 aprile, riducendo da 225 a 205 milioni di euro la dotazione per il 2022 dei contributi destinati a chi acquista automobili poco inquinanti, nella fascia di emissione 21-60 grammi di CO2 per chilometro. I 20 milioni di differenza sono dirottati verso gli incentivi, così aumentati a 35 milioni per quest’anno, per l’acquisto di motorini, mezzi a tre, quattro ruote e piccole auto elettrici.

Quanto, invece, al decreto «Aiuti Bis», l’Esecutivo è reduce da una sfilza di incontri istituzionali (terminati nel tardo pomeriggio di ieri) con i rappresentanti delle parti sociali e datoriali per delineare al meglio le iniziative di supporto a famiglie e realtà produttive del Belpaese. «Non abbandoniamo lavoratori, pensionati, imprese» ha assicurato prima a Cgil, Cisl e Uil, poi ai commercianti Draghi, incassando la soddisfazione, pur con qualche distinguo, dei sindacati, visto che, per finanziare il provvedimento, si ricorre a cifre che «non sono banali», ha sottolineato.

E, perciò, proprio grazie a quei 14,3 miliardi in deficit, che il Parlamento si appresta ad autorizzare, si potranno concentrare gli sforzi su interventi mirati a proteggere nuclei familiari e aziende dai rincari (di diversa natura, ovvero energetici, quanto relativi a ciò che mettiamo nel carrello della spesa) fino alla fine dell’anno. Nel decreto «Aiuti Bis», che come si è appreso finirà a palazzo Chigi la prossima settimana, saranno replicate le misure «taglia-bollette» anche per l’ultimo trimestre, per evitare che, dal primo ottobre, aumentino le tariffe senza essere calmierate, mentre ancora è in corso la transizione politica. E l’intero «pacchetto», si è saputo, potrebbe essere irrobustito, sia sul fronte del «bonus» sociale per energia elettrica e gas, sia su quello degli aiuti alle imprese; sarà prolungato, poi, il taglio delle accise sulla benzina, probabilmente fino a fine ottobre, anche se c’è il «pressing» di chi preme per arrivare fino a fine 2022.

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