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Cuneo, flessibilità e reddito di cittadinanza nel pacchetto lavoro

da | 3 Mag 2023 | In evidenza

Comunità energetiche 2023

DL Lavoro: dal Consiglio dei ministri due provvedimenti che cambiano il mercato del lavoro italiano

Taglio del cuneo fiscale, un nuovo assetto per il reddito di cittadinanza e più flessibilità per i contratti a termine, in particolare agendo sulle causali, ma non solo. Per i professionisti poco, anche se sarà presente una norma sulla ricongiunzione dei periodi assicurativi che comprenderà anche gli autonomi. E ancora semplificazioni, voucher per i lavoratori stagionali, modifiche all’alternanza scuola-lavoro, agli obblighi di medico competente e al contratto di espansione, così come alla soglia di esenzione dei fringe benefit. Anche se già parliamo di tanti spunti, si tratta solo delle principali novità contenute nei due provvedimenti approvati dal Consiglio dei ministri lo scorso 1° maggio, un decreto-legge e un disegno di legge, dedicati in toto al lavoro e alla formazione.

Due testi molto corposi, che vanno ad incidere su molte componenti del mercato del lavoro italiano. Uno degli interventi più annunciati era quello sul reddito di cittadinanza, che sarà sostituito con due misure, ovvero l’assegno di inclusione e lo strumento di attivazione. Il primo sarà attivo da settembre di quest’anno e sarà destinato alle famiglie con disabili, minorenni e/o soggetti con almeno sessant’anni di età e Isee fino a 9.360 euro. Il secondo partirà invece a gennaio dell’anno prossimo e andrà ai nuclei con Isee fino a 6 mila euro senza diritto all’assegno di inclusione. Su base annua, l’importo massimo destinabile è di 6 mila euro.

Arriva anche il taglio del cuneo fiscale; una sforbiciata del 7% per i redditi fino a 35 mila euro, che varrà dal 1° luglio a dicembre, anche se resta ancora da chiarire la data precisa della fine dell’agevolazione.

Il testo porta in dote una serie di aiuti ai datori di lavoro, che puntano a risolvere alcune problematiche del mercato occupazionale italiano. Come, ad esempio, l’incentivo per le assunzioni dei Neet, i giovani che non studiano e non lavorano, sui quali ci sarà uno sconto del 60% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Oppure quello che premia chi assume i beneficiari dell’assegno di inclusione, che avrà un esonero totale dei contributi. Previsto anche l’innalzamento a 3 mila euro della soglia di esenzione dei fringe benefit.

Novità in vista anche per l’alternanza scuola lavoro, che sarà in parte riformata. Le imprese impegnate nei percorsi dovranno prevedere una specifica sezione dedicata nel proprio documento di valutazione dei rischi e le attività svolte dovranno essere più coerenti con i piani formativi degli studenti, con l’inserimento della figura del docente coordinatore di progettazione, che dovrà attestare il livello di coerenza.

Si parla di provvedimenti approvati ma non ancora ufficiali, infatti questi commenti provengono dall’analisi delle bozze che siamo in grado di visionare. È possibile aspettarsi ancora delle sorprese al momento della pubblicazione in Gazzetta ufficiale, ma l’impianto generale sembra ormai assodato. Ovviamente, il decreto-legge avrà un iter più spedito del disegno di legge, in cui tra l’altro è presente il riferimento alla ricongiunzione previdenziale dei professionisti.

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