venerdì, 7 Ottobre 2022

Crisi ucraina, verso l’«embargo» Ue nei confronti del petrolio russo. E l’Italia è in fase di «incertezza economica»

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Sul tavolo dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea arriverà in giornata il testo che dovrà sancire l’accordo sull’embargo al petrolio russo, nel quadro della crisi fra il Cremlino e l’Ucraina. A darne conferma, stamani, l’Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrel, parlando delle trattative (da ore in corso) per decidere restrizioni alle importazioni di greggio dal Paese dell’Est, nel quadro del sesto pacchetto di sanzioni alla Russia dall’avvio del conflitto, a febbraio. Una precisazione d’obbligo l’ha fatta, però, ai cronisti l’esponente di Bruxelles, sostenendo che «la parola embargo non è esatta», si vuole «fermare l’acquisto del petrolio russo da parte dei paesi europei». E, ha proseguito, poiché «bisogna decidere all’unanimità, ci sono trattative», ha precisato con riferimento al «nodo» dell’Ungheria, non favorevole finora a questo tipo di scenario.

Il riferimento all’embargo, a quanto si è appreso in mattinata da diverse fonti diplomatiche europee, è entrato già nella bozza di conclusioni che sarà nel pomeriggio al vaglio del vertice straordinario Ue, e sarebbe stato raggiunto un compromesso su uno schema sanzionatorio «abbastanza strutturato». Lo schema, si è saputo, prevede un embargo al petrolio in due fasi, la prima su quello proveniente via mare e la seconda, che sarà attuata solamente in un secondo tempo, per il greggio proveniente dagli oleodotti; il sesto pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia sarà comunque finalizzato formalmente dopo il vertice europeo di oggi e domani, presumibilmente in una nuova riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27 Stati membri dell’organismo di Bruxelles. Nel «pacchetto», intanto, si sa che sono state confermate anche le misure restrittive nei confronti di ulteriori personalità russe e l’esclusione dal sistema Swift di altri istituti finanziari di Mosca che, finora, non erano stati toccati dalle sanzioni.

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Nel frattempo, oggi, ad inizio settimana, è risultato in lieve rialzo il prezzo «spot» del gas in Europa nel 96/o giorno di guerra in Ucraina, guardando ai future ad Amsterdam (+0,8%) a 87,6 euro al MWh, rispetto agli 86,8 euro di venerdì. La stagione che stiamo vivendo, guardando alla condizione del nostro Paese, poi, ha fatto dire in mattinata al ministro dell’Economia Daniele Franco, intervenendo ad un convegno della Consob, che siamo di fronte ad una «nuova fase di grande incertezza». «Negli ultimi due anni – sono state le parole pronunciate dal titolare del dicastero di via XX settembre – ci stiamo misurando con «shock» di ampiezza inusuale», come la pandemia, nonché con un aumento dei prezzi dell’energia ed una nuova guerra in Europa. Osserviamo un rallentamento dell’attività economica», dunque nella nostra Penisola, ha tenuto a sottolineare, in conclusione, Franco, «il quadro economico si è deteriorato bruscamente».

 

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