giovedì, 29 Settembre 2022
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Covid-19, per gli esperti in Italia è al «giro di boa», mentre si pensa alle tutele per il prossimo autunno

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L’attenzione sull’evoluzione della pandemia non va distolta, malgrado il (recente) allentamento delle misure di sicurezza per la popolazione, tanto nella Penisola, quanto nel resto del Pianeta: è il senso di alcune prese di posizione globali, nelle ultime ore, da cui si desume come, per gli esperti, i tempi difficili della diffusione del virus non siano da considerarsi in esaurimento. E ciò, dati alla mano, a partire dalla situazione dell’Italia, dove la nuova ondata di Covid-19 viene ritenuta essere arrivata al «giro di boa», con il superamento del picco dei casi, sebbene i decessi segnano il «record» di 170.000 dall’inizio dell’epidemia sanitaria, nei primi mesi del 2020. In generale, i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) aggiornati al 13 luglio indicano che l’occupazione dei reparti ordinari supera il 20% in sette regioni. A spingere questa ondata, si ricorda, è la assai contagiosa sottovariante Omicron BA.5, che nel nostro Paese costituisce circa l’80% dei casi, secondo le rilevazioni dei Ceinge basate sulla banca dati Gisaid. Superato il picco di questa ondata estiva, viene precisato, rimane, comunque, il punto interrogativo sull’arrivo di altre varianti nel nostro Paese, a partire dalla BA.2.75. Nell’afosa estate che stiamo attraversando, si assiste ad un contagio che non si arresta, mentre in alcuni Paesi europei, come Gran Bretagna e Germania, fa capolino pure una nuova sottovariante di Omicron, la BA.2.75, che nella nostra Penisola non è al momento rilevata, secondo le analisi del Ceinge, e che si è già guadagnata il nomignolo di «Centaurus».

«Sia i tassi di notifica dei casi, che i tassi di mortalità aumenteranno», è l’avvertimento che è giunto dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che ha citato i suoi modelli epidemiologici. E, in vista dell’autunno, s’è affrettato a segnare l’urgenza di stabilire sistemi di sorveglianza solidi e integrati sulla pandemia e, in generale, sui virus respiratori, compresi quelli della «tradizionale» influenza delle stagioni più fredde. L’organismo, poi, puntando i riflettori sulla condizione del Vecchio Continente, ha osservato che in Europa «l’incremento della trasmissione tra i gruppi di età più avanzata sta iniziando a provocare forme di malattia grave».

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Bruxelles, inoltre, non ha mancato di dare segnali chiari per quando, dopo il mese di agosto, l’attività lavorativa e scolastica tornerà a livello «pieno»: la commissaria alla Salute dell’Ue, Stella Kyriakides, ha parlato di un rientro che va effettuato in sicurezza, tutelandosi al meglio, in una lettera indirizzata ai ministri della salute dei 27 Stati membri. Nel frattempo l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha iniziato a valutare la richiesta di estendere l’uso del vaccino contro il Covid 19 Comirnaty (Pfizer-Biontech) nei bambini da 6 mesi a 4 anni.

 

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