giovedì, 29 Settembre 2022
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Costruzioni, per l’Osservatorio Ance un terzo della crescita del Pil nel 2021 è grazie al comparto

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Il 2021 è stato un anno record per il settore costruzioni. Dopo la battuta d’arresto registrata nell’anno della pandemia, infatti, il comparto ricomincia a registrare un incremento positivo come non accadeva da moltissimi anni. È quanto emerge dall’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni, presentato ieri dall’Associazione nazionale costruttori edili (Ance).

Secondo le previsioni, la crescita terrà anche nel 2022 nonostante le criticità rappresentate dal caro materiali, dall’inflazione, dalla carenza di manodopera e dalle continue modifiche normative.

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È stato registrato un aumento degli investimenti del 16,4% su base annua. Si tratta di un risultato superiore anche ai livelli prepandemici, con un 9% in più rispetto al 2019. Il settore costruzioni ha contribuito all’aumento del 6,5% del Pil. Nel comparto l’occupazione è cresciuta dell’11,8%.
Nonostante il miglioramento registrato, il gap produttivo generatosi all’inizio della crisi del settore non è stato ancora recuperato. Rispetto al 2007, la riduzione degli investimenti è del 28,8%.

La crescita del settore è trainata dalla riqualificazione del patrimonio abitativo. Nel 2021 gli investimenti in questo ambito sono cresciuti del 25%, attestandosi a 55 miliardi di euro, grazie ai bonus edilizi e ai meccanismi della cessione del credito e dello sconto in fattura.

Il giro d’affari è cresciuto del 43,4% grazie agli incentivi fiscali nei primi 11 mesi del 2021. Per il 2022 si stima una diminuzione dell’8,5% degli investimenti a causa delle continue modifiche normative.

Gli investimenti in opere pubbliche sono cresciuti del 15% rispetto al 2020. La spesa in conto capitale dei Comuni è salita del 16%. L’accelerazione è dovuta al Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma sulla crescita pesano anche delle ombre: il caro materiali, per esempio, dice Ance, rischia di bloccare i cantieri non sono sufficienti le misure messe in campo dal Governo. Secondo Ance, servirebbe l’adeguamento dei prezzari e degli importi a base d’asta.

Ance segnala inoltre la mancanza di manodopera e la carenza di personale nella Pubblica Amministrazione, che potrebbe quindi avere difficoltà a gestire gli investimenti previsti.

C’è poi il capitolo del credito. Ance sottolinea che, nonostante gli investimenti nelle costruzioni siano in forte crescita, le banche continuano a considerare rischioso il settore. Dopo le misure introdotte durante la pandemia, nel 2021 i finanziamenti erogati alle imprese di costruzione sono calati del 7,2%.  Ance ha concluso che, al netto delle problematiche presenti, nel 2022 la crescita terrà e si assesterà sullo 0,5%.

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