Cop28 sul clima, «pesa» il «no» di Arabia saudita e Iraq allo «stop» ai combustibili fossili

da | 11 Dic 2023 | In evidenza, Primo piano

Le resistenze di Arabia saudita e Iraq in merito all’abbandono dei combustibili fossili stanno costituendo l’ostacolo maggiore al raggiungimento di un compromesso fra le nazioni alla Cop28

In queste ore, a Dubai, si svolge la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatiche del 2023 (l’assise conosciuta anche come Cop28), sotto la presidenza degli Emirati Arabi Uniti, che terminerà domani, 12 dicembre.

E proprio dal vertice dell’iniziativa internazionale è giunta, alcune ore fa, la nuova bozza di accordo sugli impegni degli Stati per ridurre le loro emissioni, 24 ore prima che si chiudano i battenti. In particolare, viene riferito, riguardo all’eliminazione di carbone petrolio e gas, il documento emiratino riporta la richiesta di «ridurre sia il consumo che la produzione di combustibili fossili in modo giusto, ordinato ed equo, in modo da raggiungere lo zero netto entro, prima o intorno al 2050, come raccomandato dalla scienza».

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Nel provvedimento al vaglio dei 28 Paesi, tuttavia, non sono presenti citazioni del cosiddetto «phasing out», l’espressione che si riferisce all’uscita da un’economia dipendente dagli idrocarburi, mentre, invece, si menziona la «abolizione graduale dei sussidi» al comparto, «che incoraggiano il consumo dispendioso e non affrontano la povertà energetica o le giuste transizioni», recita il documento della Conferenza. Quel che, poi, emerge, nel complesso è «la necessità di una diminuzione profonda, rapida e sostenuta delle emissioni di gas serra»: in altri termini, i partecipanti all’evento per contrastare gli effetti del mutamento climatico vengono sollecitati a darsi da fare per tentare di invertire la rotta. E tutelare il più possibile persone e territori.

Tra le azioni che vengono sostenute, si apprende, una riguarda il tentativo di arrivare a triplicare la capacità di produzione di energia rinnovabile a livello globale e, allo stesso tempo, di giungere a raddoppiare il tasso medio annuo globale di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030. A seguire, si punta a far sì che le nazioni pongano un argine alle autorizzazioni per la produzione di elettricità da carbone nuova e non abbattuta e di «accelerare gli sforzi a livello globale verso sistemi energetici a emissioni nette zero», ben prima, o intorno alla metà del secolo.

Nel testo della Cop28 su cui sono in corso gli approfondimenti da parte dei vari stati, sono presenti, poi, indicazioni sugli incentivi alle tecnologie di cattura e stoccaggio della Co2 e alla produzione di idrogeno, «in modo da intensificare gli sforzi per la sostituzione dei combustibili fossili non abbattuti», si legge; altro tema rilevante, in conclusione, è quello concernente la mobilità sostenibile: il documento della Conferenza, viene riferito, esprime un «pressing» ai componenti, affinché possano «sviluppare infrastrutture e diffondere rapidamente veicoli a zero e basse emissioni».

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