Nell’intervista al Presidente dei Consulenti del Lavoro e di ProfessionItaliane, Rosario De Luca, anche le richieste avanzate per la riforma degli Ordini professionali
Come definirebbe lo stato di salute della professione?
La nostra professione gode di buona salute e di un ruolo sempre più centrale nel sistema Paese. L’ultima fotografia scattata dal nostro Centro studi, in occasione della Convention dei Consulenti del Lavoro, è quella di una professione in forte espansione grazie alla diversificazione dei servizi e all’innovazione tecnologica. Gli oltre 26 mila Consulenti del Lavoro, iscritti all’albo, assistono circa 11 milioni di lavoratori dipendenti, autonomi e aziende, con un forte incremento della componente femminile e del volume di affari medi.
Quali sono i principali cambiamenti attraversati negli ultimi anni e quali le prospettive?
Da meri gestori di adempimenti siamo diventati interlocutori fondamentali per lo Stato, le imprese e i lavoratori, assumendo un ruolo strategico per il mondo produttivo. Oggi operiamo anche in ambiti che vanno dal welfare aziendale alla crisi d’impresa, dalla previdenza alle politiche attive, fino alla promozione della legalità e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Guardando al futuro, le nostre priorità sono chiare: governare la transizione digitale e l’intelligenza artificiale, utilizzando la tecnologia come un supporto e non come un sostituto della competenza professionale; rendere la professione più attrattiva per i giovani; favorire l’aggregazione tra studi per valorizzare le specializzazioni e migliorare la qualità dei servizi.
Quali sono le principali innovazioni tecnologiche che potrebbero impattare sulla professione?
L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie non sono più una prospettiva, ma una realtà già presente negli studi professionali. Tutto il mondo del lavoro è coinvolto in questo cambiamento e anche i professionisti devono adattarsi per restare competitivi. Le tecnologie digitali permettono di automatizzare i processi ripetitivi e di gestire grandi quantità di dati in modo più efficiente, liberando tempo per attività a maggior valore aggiunto e decisioni strategiche. Questa trasformazione, tuttavia, porta con sé anche sfide: alcuni possono sentirsi disorientati di fronte alla rapidità del cambiamento. Per questo la formazione continua resta la chiave per affrontare il futuro con consapevolezza e fiducia.
Le vostre richieste per la riforma degli Ordini?
È una riforma che attendiamo da tempo e rappresenta un passaggio cruciale per adeguare il sistema ordinistico ai profondi cambiamenti del lavoro e delle professioni. Il disegno di legge delega restituisce centralità agli ordini, chiamati a garantire qualità dei servizi e tutela dei cittadini. La revisione della nostra legge istitutiva (L. n. 12/1979) è un’occasione preziosa per ridefinire funzioni e obiettivi della professione alla luce delle nuove esigenze del mercato. Seguiremo con attenzione l’iter parlamentare del provvedimento, auspicando un coordinamento tra i vari ministeri vigilanti per evitare sovrapposizioni o ampliamenti di competenze non giustificati.









