martedì, 17 Maggio 2022

Concorrenza questa sconosciuta

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Toccatemi tutto, tranne la concorrenza. Anche il governo Draghi sta trovando notevoli difficoltà per trattare uno degli argomenti più ostici della storia legislativa italiana: il disegno di legge sulla concorrenza.  Il provvedimento, infatti, continua a fermarsi e a subire dei rinvii in commissione al Senato. Molti i nodi del contendere: dagli ormai celeberrimi balneari alla riforma del catasto, passando per pos, commercio e molto altro. Un percorso a ostacoli che trova nei due rami del Parlamento uno scoglio insormontabile, come d’altronde succede da anni.

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In teoria, il governo italiano dovrebbe produrre un disegno di legge sulla concorrenza ogni anno; in pratica, invece, ne abbiamo avuto uno con il governo Gentiloni e ora si sta cercando di approvare il secondo che, come detto, tocca una serie di argomenti molto delicati, che già in passato hanno provocato non poche polemiche. È ormai risaputo e conosciuto il tema delle concessioni balneari; l’idea è quella di ridefinire i canoni da pagare per i gestori, ritenuti dai più molto bassi rispetto agli incassi, ma non tutte le forze politiche sono a favore, anzi. In particolare, quella contro la direttiva Bolkestein è una battaglia più della desta che della sinistra italiana, ma la “lotta” alla concorrenza non è prerogativa di un solo schieramento politico. Possiamo dire che è un argomento bipartisan. Un governo come quello guidato da Mario Draghi dovrebbe avere la certezza dei numeri in aula, ma sul ddl concorrenza il rischio che non si arrivi a una quadra è alto.

L’esecutivo attualmente in carica è riuscito ad approvare una serie di riforme che da anni i vari governi italiani provavano a portare a termine, dalla giustizia alla magistratura, ma non si sa se riuscirà a vincere la battaglia sulla concorrenza, uno dei temi più importanti per dare una reale scossa al paese. Le difficoltà, oltre che legate agli argomenti, sono dovute anche dal periodo che stiamo vivendo; l’anno prossimo ci saranno le elezioni ed è sempre difficile in annate come queste approvare provvedimenti “divisivi”, o comunque che potrebbero portare a delle contestazioni.

Mettiamola così: il ddl concorrenza non è proprio un disegno di legge adatto per essere approvato l’anno prima delle elezioni. Almeno in Italia. Perché, nel nostro paese, la concorrenza è ancora vista come un problema piuttosto che come una opportunità.

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