Dal recupero energetico alla riconversione delle aree portuali: il convegno organizzato dal Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dalla Fondazione Opificium per una visione integrata di sostenibilità e innovazione
Il Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati (CNPI), in collaborazione con la Fondazione Opificium, ha organizzato, lo scorso 23 ottobre, nell’ambito del SAIE Bari – la fiera di riferimento del settore delle costruzioni in programma alla Fiera del Levante dal 23 al 25 ottobre – la tavola rotonda “Il Conto Termico 3.0 come motore della transizione: dall’efficienza degli edifici al recupero energetico per la riconversione delle aree portuali”, con l’obiettivo di approfondire il ruolo delle professioni tecniche nella strategia nazionale di decarbonizzazione e nella gestione integrata delle risorse.
Moderato da Giuseppe Rinaldi, Senior Advisor di ANCITEL Energia e Ambiente, l’incontro ha riunito rappresentanti istituzionali, del mondo accademico e professionale per discutere delle opportunità offerte dal nuovo Conto Termico 3.0, il provvedimento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che entrerà in vigore il prossimo dicembre e che amplia la platea dei beneficiari, rafforzando il sostegno all’efficienza energetica degli edifici e incentivando la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
Ad aprire i lavori Antonio Bozzo, presidente della Commissione Cura del Territorio del Comune di Bari, che ha affrontato alcuni temi connessi al territorio, sottolineando la necessità di agire sulla mobilità sostenibile: “Dobbiamo lavorare sulla migrazione dal trasporto privato a quello pubblico. A Bari quasi tutti si muovono in auto. Inoltre vogliamo raddoppiare gli asili nido e saranno tutti a emissione zero”. Tra i saluti istituzionali: Maria Franca Spagnoletti, Presidente dell’Ordine dei Periti Industriali di Bari, ha sottolineato l’importanza dell’evento, seguito da oltre 160 collegi collegati da remoto, mentre Giovanni Esposito, Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati, ha spaziato sui tanti argomenti cari alla professione, ricordando come “l’edilizia rappresenti il grande patrimonio del nostro Paese, alla base della vita quotidiana. Il problema oggi non è solo l’energia, ma anche l’acqua — reflue domestiche e industriali. Serve una collaborazione strutturale con la politica, una mappatura degli edifici per migliorare gli interventi e una gestione integrata delle risorse”, ha spiegato ricordando come le Comunità Energetiche Rinnovabili, in un contesto come quello attuale del nostro Paese, possono rappresentare una soluzione per permettere a più soggetti, come famiglie e aziende, di partecipare attivamente alla produzione e al consumo di energia rinnovabile, con benefici economici, sociali e ambientali per tutti i membri”.
Nel confronto successivo, Francesco Burrelli, presidente ANACI, ha richiamato l’attenzione sul rischio sismico, spesso trascurato rispetto all’efficientamento energetico: “In Italia abbiamo circa 30 milioni di unità immobiliari da riqualificare, ma per intervenire su 5 o 6 milioni di edifici servirebbero tra 500 e 700 miliardi di euro. È necessario anche un salto culturale: ancora oggi si confonde un kW con un kWh, anche tra amministratori pubblici”.
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Claudio Ferrari, presidente di Federesco, ha ricordato che “la riduzione dei consumi è un obbligo europeo. Le risorse economiche ci sono, ma vanno recuperate dagli sprechi quotidiani. Il Conto Termico 3.0 prevede la demolizione e ricostruzione nel rispetto delle norme antisismiche: un passo decisivo per rendere il parco edilizio efficiente e sicuro”.
Come rappresentante del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), Giuliano Salberini, dirigente dell’Ufficio legislativo, ha sottolineato il ruolo chiave dei Periti industriali “nella transizione 5.0, grazie alle loro competenze in materia di certificazioni di efficienza energetica e capacità di applicazione pratica delle nuove misure”. “Il Conto termico nella sua nuova veste – ha aggiunto – è più di un semplice incentivo, è uno strumento reale che promuove uno sviluppo sostenibile e i Periti Industriali sono indispensabili per guidare enti, imprese e cittadini alle agevolazioni previste per l’efficienza energetica”.
Sul fronte europeo, Pietro Francesco De Lotto, presidente della Commissione consultiva per le trasformazioni industriali del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), ha posto l’attenzione sulla questione idrica: “una tematica data per scontata e mai presa in considerazione da nessuno. Senza rendersi conto che tutto si può sostituire (petrolio, gas), tranne l’acqua. Oggi, nel 2025, l’acqua non è più un bene comune garantito a tutti. Basti pensare che circa10 milioni di europei non hanno accesso all’acqua”. E ha portato all’attenzione dei partecipanti l’esperienza del CESE che a fine 2023 ha redatto 15 principi guida e 21 azioni che sono contenute nella dichiarazione per un “Blue Deal europeo” con attenzione rivolta in particolare alle perdite d’acqua nelle reti e agli sprechi in agricoltura, industria e famiglie.
Infine, Amos Giardino, vicepresidente vicario CNPI, ha ribadito la visione sistemica della categoria: “Noi Periti Industriali non siamo tuttologi, ma abbiamo 27 specializzazioni in 8 sezioni. Tutto è collegato: acqua, porti, energia. Gli impianti di depurazione, ad esempio, sono molto energivori: gestirli in modo efficiente significa risparmiare energia. Elettrificare le banchine portuali, utilizzare l’idrogeno come vettore energetico e valorizzare le rinnovabili in eccesso sono passi concreti verso una vera sostenibilità”.
L’incontro ha messo in luce la necessità di una visione integrata tra politiche pubbliche, innovazione tecnologica e competenze professionali, in cui il Conto Termico 3.0 possa diventare il collante di una strategia di decarbonizzazione che parta dagli edifici, attraversi i porti e arrivi alla gestione delle risorse idriche.










