Cessione del credito tra divieti ed eccezioni: quando è ancora possibile

da | 11 Dic 2023 | Costruzione, ambiente e territorio

La cessione del credito, la scelta alternativa alla fruizione diretta del bonus


Mentre nel Decreto Anticipi sono spariti anche tutte le proposte di emendamenti che potevano ipotizzare, flebilmente, qualche proroga dell’ultim’ora per il Superbonus così come lo conosciamo, ormai cristallizzato dagli ultimi interventi normativi in materia (DL Aiuti Quater, DL Cessioni, DL Asset), può essere utile ricordare quando la ‘famigerata’ scelta alternativa alla fruizione diretta del bonus (cioè la cessione del credito o lo sconto in fattura) può essere ancora attuata e, quindi, lo potrà essere anche nel 2024.

Per quali tipi di lavori? Per quali agevolazioni?

Interventi (con Superbonus o altri bonus) iniziati prima del 17 febbraio 2023

Prima di tutto, torniamo a prima del 17/2/2023, la ‘dead-line’ del DL Cessioni: se la CILA-S è stata presentata prima di quella data, è evidente che le opzioni di cessione/sconto saranno ancora utilizzabili.

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Lo saranno per le spese relative agli interventi sugli edifici unifamiliari (scadenza finale 31/12/2023, con 30% del SAL entro il 30 settembre 2022), per il Superbonus 110% condomini anno 2023 con lavori iniziati prima del 17/2, per il Superbonus al 90% nelle unifamiliari anno 2023 con CILA-S presentata prima del 17/2, per il Superbonus condomini decalage 90% con lo stesso concetto, per le spese sostenute in relazione agli interventi trainati effettuati sulle parti comuni dell’edificio nonché per quelli effettuati sulle singole unità immobiliari “in variante” alla CILA o al diverso titolo abilitativo richiesto precedenti al 17 febbraio 2023.

Riguardo agli altri bonus (Eco e Sisma ordinari, Ristrutturazioni), vale lo stesso concetto: serve che il titolo abilitativo – ove richiesto – sia stato richiesto entro il 16/2, o la CILA presentata entro il 17/2, oppure, in caso di interventi in edilizia libera, che i lavori siano iniziati entro il 16/2 (bisogna provarlo).

Bonus Barriere 75%: cessione e sconto sempre liberi

Per gli interventi che possono beneficiare del Bonus Barriere Architettoniche al 75% (introdotto dalla Legge di Bilancio 2022 e prorogato fino al 31 dicembre 2025 dalla legge di Bilancio 2023), la possibilità di optare per l’opzione alternativa resta cosi com’era in origine, non toccata dal Decreto Cessioni.

Il generale divieto stabilito al comma 1 dell’articolo 2 del DL 11/2023 – ha spiegato infatti l’Agenzia delle Entrate nella circolare 27/E/2023 – incontra una prima deroga (comma 1-bis) per le «spese documentate sostenute dal 1° gennaio 2022» per la realizzazione degli interventi (per i quali la detrazione spetta nella misura del 75 per cento):

  • finalizzati al superamento e alla eliminazione delle barriere architettoniche in edifici già esistenti;
  • di automazione degli impianti degli edifici e delle singole unità immobiliari funzionali ad abbattere le barriere architettoniche;
  • finalizzati allo smaltimento e alla bonifica dei materiali e dell’impianto sostituito, in caso di sostituzione dell’impianto.

Interventi eseguiti da ONLUS, IACP, cooperative

Poi ci sono le esclusioni al divieto ‘soggettive’, cioè relative al ‘chi’ effettua i lavori edilizi.

L’art.2 comma 3-bis del DL 11/2023 consente lo sconto in fattura o la cessione del credito d’imposta per i seguenti soggetti:

  • istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, costituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”;
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), organizzazioni di volontariato, iscritte nei registri di cui all’articolo 6 della legge 266/1991, e associazioni di promozione sociale (APS) iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano previsti dall’articolo 7 della legge 383/2000.

Importante: detti soggetti possono continuare a esercitare l’opzione alternativa con riferimento sia al Superbonus sia ai bonus diversi dal Superbonus, ma devono risultare costituiti prima del 17 febbraio 2023.

Immobili danneggiati da eventi sismici

L’opzione alternativa si può sempre utilizzare anche se il Superbonus si riferisce ad immobili danneggiati da precedenti eventi sismici.

In questo caso è però necessario il nesso causale tra danno dell’immobile ed evento sismico.

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