martedì, 27 Settembre 2022

Cessione del credito, monta la protesta mentre il Governo è al lavoro per correggere la norma

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Il limite alla cessione del credito sdoganata con il decreto Sostegni ter continua ad infiammare la protesta. La filiera delle costruzioni di cui fa parte anche la Rete delle professioni tecniche, infatti, ribadisce la necessità di dare una risposta immediata, forte e unitaria al tentativo di bloccare un meccanismo che, dopo tanti anni sta rilanciando il settore delle costruzioni. E arriva la risposta del Governo –non ancora ufficiale- che cerca comunque di correre ai ripari.  E’ allo studio dell’esecutivo un decreto, probabilmente in arrivo la prossima settimana, che dovrebbe correggere il meccanismo introdotto e che potrebbe di fatto rendere di nuovo possibile cedere i crediti più volte, ma solo a determinate condizioni. Nel decreto si ragiona sulla possibilità di togliere limiti alle cessioni di crediti tra istituti vigilati dalla Banca d’Italia, e all’interno di entità appartenenti ad uno stesso gruppo. Tra le soluzioni ipotizzate c’è anche la possibilità di introdurre controlli a monte, cioè al momento della prima cessione.

D’altro canto il problema delle frodi è reale. Il Sottosegretario al MEF, Federico Freni, rispondendo all’interrogazione, ha spiegato che su 35 miliardi di euro di crediti ceduti, per circa 5 milioni di operazioni, le Procure hanno sequestrato crediti per oltre 2 miliardi di euro ed è lecito attendersi sequestri per altri 2 miliardi.

In ogni caso le modifiche sono necessarie per evitare come hanno ribadito le sigle della Filiera delle costruzioni firmatarie e i Consigli nazionali delle professioni direttamente coinvolte, che si blocchi un meccanismo che, dopo tanti anni di sofferenza, a partire dalla crisi del 2008, sta finalmente rilanciando il settore delle costruzioni, che, come ben sappiamo, ha, tra l’altro, un impatto eccezionale sul Pil, sull’occupazione, sull’economia, sulla salute e sulla sicurezza dei cittadini. “Abbiamo la comune preoccupazione” si legge in una nota congiunta, “che l’articolo 28 del D.L. Sostegni metterà in ginocchio nuovamente, e, probabilmente, irreversibilmente, le prospettive di lavoro di migliaia di imprenditori, professionisti e operatori del settore, seri e corretti nello svolgimento delle proprie rispettive attività, ma anche dei tanti cittadini che auspicano, finalmente, di avere abitazioni migliori e più sicure”.

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