giovedì, 29 Settembre 2022

C’è l’anno bianco, ma manca il decreto. Da sei mesi

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L’anno bianco per le partite iva ancora senza decreto. L’esonero contributivo stabilito con la legge di bilancio 2020 (legge 178/2020) è senza riferimenti visto che il provvedimento, già firmato dal ministro del lavoro Andrea Orlando, non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale. Questo nonostante sia arrivato anche l’ok da parte della Commissione europea sulla misura a favore dei professionisti, per la quale il governo italiano ha stanziato 2,5 miliardi di euro.

La manovra aveva istituito un Fondo da un miliardo di euro per garantire ai professionisti, iscritti o meno alle casse private, l’esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali, cioè dei contributi destinati alla pensione (sono infatti esclusi i premi Inail). Saranno due le categorie di beneficiari: In primo luogo, i lavoratori autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Inps e i professionisti iscritti alle casse professionali (agli altri enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza). Non tutti, però, ma soltanto quelli che abbiano percepito nell’anno d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro e che abbiano subìto un calo di fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 rispetto all’anno 2019 non inferiore al 33%. La seconda categoria di soggetti beneficiari è data da medici, infermieri e altri professionisti e operatori di cui alla legge n. 3/2018 (disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del ministero della salute) assunti per l’emergenza Covid-19 e già in pensione. In tal caso, non è prevista alcun requisito né condizione.

Il decreto Sostegni 1 ha poi aumentato le risorse del fondo, arrivando a 2,5 miliardi di euro per garantire l’esonero. Secondo quanto affermato dall’allora ex viceministro dell’economia Antonio Misiani, i professionisti dovrebbero aver esonerato il loro minimo contributivo anche se, come detto, per le percentuali specifiche sarà necessario attendere il decreto attuativo. Il testo è stato mandato alla Corte dei conti ormai più di due mesi fa; nello stesso, secondo indiscrezioni di stampa, viene definita una divisione delle risorse tra iscritti alle casse private (per il quali sono stanziati 1,5 miliardi di euro) e quelli iscritti al’Inps (ai quali sarà destinato 1 miliardo di euro). Per i primi, se le risorse non saranno sufficienti, si ridurrà l’agevolazione in misura proporzionale alla platea dei beneficiari. Dovrà essere quindi definito dalle Casse private il numero dei beneficiari e, quindi, anche l’ammontare complessivo delle agevolazioni. Una volta fatto questo, sarà necessario un ulteriore decreto ministeriale con cui saranno definiti gli ultimi dettagli e la precisa divisione dei fondi. Le casse dovranno comunicare la platea entro il prossimo 31 ottobre.

La misura attende quindi da più di sei mesi le regole attuative per essere realmente in vigore. L’ultimo tassello è arrivato dalla Commissione europea, che nell’ambito del quadro temporaneo per le misure di aiuto di stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza da Covid 19, ha dato il suo benestare alla misura.

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