Casse di previdenza professionali, la Covip certifica il patrimonio

da | 19 Giu 2024 | Professioni a confronto

Casse di previdenza professionali, la Covip certifica che il patrimonio vola a 114,3 miliardi nel 2023

Beni degli Enti previdenziali privati e privatizzati (a cui sono iscritti circa 1,7 milioni di liberi professionisti italiani) in ascesa: al 31 dicembre del 2023, infatti, le attività complessivamente detenute dalle Casse sono pari, «a valori di mercato, a 114,3 miliardi di euro, contro i 103,8 miliardi dell’annualità precedente». È quanto mette nero su bianco la Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, guidata dalla presidente facente funzioni Francesca Balzani, che questa mattina, nella Sala della Regina, alla Camera dei deputati, ha tenuto la relazione annuale, spiegando che «a determinare la variazione ha contribuito soprattutto l’andamento positivo dei mercati finanziari, recuperando le perdite che erano state registrate nel 2022», anno nel quale le turbolenze internazionali avevano generato andamenti altalenanti, prevalentemente orientati verso il basso.

Nel documento viene messo in risalto come la composizione delle attività detenute dal comparto previdenziale professionale stia continuando «a caratterizzarsi per la cospicua presenza di investimenti immobiliari (cespiti di proprietà, fondi immobiliari e partecipazioni in società immobiliari controllate), che nel complesso si attestano a 18,8 miliardi (16,5% del totale, in diminuzione di 1,3 punti percentuali, al confronto col 2022)», mentre «gli investimenti in titoli di capitale sono pari a 21,7 miliardi (corrispondenti al 18,9% del totale, in aumento di 1,5 punti percentuali, rispetto al 2022)».

La lente della Covip, poi, si focalizza sugli investimenti nell’economia italiana (titoli di Stato, titoli emessi da soggetti residenti in Italia e immobili): globalmente, si legge nel testo illustrato a Montecitorio, «ammontano a 44 miliardi, pari al 38,5% delle attività totali, la componente immobiliare rimane predominante (17 miliardi, pari al 14,9% del totale dell’attivo)». E, poi, rileva ancora la Commissione, a seguire ci sono «i titoli di Stato (13,8 miliardi, pari al 12,1% dell’attivo), che registrano un incremento di oltre 3 punti percentuali, se paragonati al 2022».

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Le Casse previdenziali, inoltre, sul versante degli investimenti in titoli emessi da imprese italiane assommano in tutto a 8,4 miliardi, il 7,3% delle attività totali contro il 6,5% dell’anno precedente; di questi, puntualizza ancora Balzani, leggendo la relazioni, «circa 800 milioni sono titoli di debito e 7,6 miliardi titoli di capitale (che comprendono 1,95 miliardi di quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia)», si precisa.

Nel complesso, recita, infine, la relazione della Commissione, alla fine dell’anno 2023, le risorse accumulate dalle forme pensionistiche complementari nella nostra Penisola si attestano a 224,4 miliardi, con un’ascesa del 9,1% sul 2022, un incremento «determinato prevalentemente dalla dinamica positiva dei mercati finanziari», è stato sottolineato da Balzani.

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