In ambito europeo pronta la strategia sui dazi ittici (contro i «paletti» americani)
L’abitazione (specie la prima, in cui si risiede) come bene primario ed i proprietari «non nemici», a cui garantire una tempistica certa per lo sfratto degli inquilini morosi. Ed un piano, quello sull’edilizia del Belpaese, nel quale anche le professioni, specie quelle tecniche riunite nelle Rete degli Ordini, fra cui i periti industriali, dicono la loro, anche al fine di promuovere una maggiore accessibilità del patrimonio ed un migliore utilizzo dell’esistente. Per il governo di Giorgia Meloni, nelle ultime ore, il «focus» è stato proprio questo, mentre si tenevano le audizioni sul provvedimento sulle costruzioni, alla Camera: intervenendo all’assemblea di Confedilizia, la premier ha pronunziato parole nette, a partire dalla frase «in un dibattito surreale su sfratti e sgomberi, i proprietari vengono etichettati come nemici di classe, come persone insensibili ai diritti di morosi e abusivi. Una narrazione ideologica che calpesta sia i diritti dei proprietari sia quelli di chi una casa vorrebbe averla. Stiamo lavorando per ribaltare il paradigma», ha scandito, incassando l’interesse del presidente della Confederazione Giorgio Spaziani Testa, sostenitore deciso del disegno di legge sugli sfratti, perché «noi vogliamo più affitti. Ma se manca fiducia, le case escono dal mercato e a pagare il prezzo sono le famiglie che cercano un’abitazione», ha affermato. E, poi, la guida di Confedilizia ha descritto l’Italia come un Paese di proprietari: l’81,6% della popolazione vive in abitazioni sue nel 2024, in crescita rispetto al 78,8% del 2019.
Conforto è giunto dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, visto che, ha detto, il nostro «è un Paese fondato sulla proprietà edilizia. È qualcosa che cerco di spiegare ai miei colleghi a Bruxelles: il legame con la casa, con i genitori e con i nonni che esiste in Italia non c’è in nessun altro Paese». Ecco perché, ha incalzato, nuove tasse sono «assolutamente impensabili», mentre le occupazioni abusive, vanno sgomberate entro le prime ore e non possono avere alcuna giustificazione, ha aggiunto Salvini.
Come accennato, anche le libere professioni, riunite nella Rete delle professioni tecniche, hanno avuto l’occasione di parlare del piano e di esprimere posizioni significative, considerando le loro competenze, al fine di usare al meglio le risorse nel settore. Nel frattempo, nella notte tra il 19 e il 20 maggio, il Parlamento e il Consiglio europei hanno finalmente trovato un accordo sui due regolamenti comunitari (il primo elimina i dazi doganali residui sui prodotti industriali americani, e garantisce un accesso preferenziale al mercato, anche attraverso contingenti tariffari e dazi ridotti per determinati prodotti ittici e prodotti agricoli non sensibili provenienti dagli Stati Uniti, l’altro riguarda l’estensione della sospensione dei dazi per le importazioni di aragosta, compresa quella trasformata) che devono servire per parte europea a mettere in pratica l’intesa economica che Washington e Bruxelles hanno stilato nell’estate scorsa nel tentativo di mettere fine alle tensioni commerciali.
«L’Unione europea e gli Stati Uniti godono del rapporto economico più importante e più integrato al mondo», recita il comunicato della presidenza cipriota della Ue, e «il mantenimento di un partenariato transatlantico stabile, prevedibile ed equilibrato è nell’interesse di entrambe le parti».









