Bonus edilizia «corretti», sotto 40.000 euro senza asseverazione

da | 13 Dic 2021 | In evidenza

Comunità energetiche 2023

Il «cantiere» dei bonus per i lavori in edilizia è in (pieno) fermento: nel decreto cosiddetto «anti-frodi», infatti, al vaglio della Commissione Finanze del Senato, dovrebbe trovare posto l’altolà all’asseverazione, oppure del visto di conformità per gli interventi del valore di meno di 40.000 euro, mentre per quelli al di sopra di tale soglia, per cui continuerà ad applicarsi il controllo preventivo, si potrebbe riuscire a portare in detrazione la spesa aggiuntiva legata al visto e all’asseverazione. Nelle intenzioni degli esponenti della maggioranza che sostengono il governo di Mario Draghi, si tratterebbe di «proteggere» (e, soprattutto, di semplificare) lavori di piccoli importi tra cui la sostituzione della caldaia, degli infissi, oppure dei condizionatori per i quali l’introduzione dei nuovi oneri e adempimenti come il visto di conformità e l’asseverazione avrebbero generato un lievitare dei costi difficile da affrontare per famiglie e piccole imprese.

A dire la sua, nel frattempo, è pure la Cna, che sulle sorti del Superbonus 110% ha le idee ben chiare: la misura, ha detto oggi nell’assemblea della Confederazione il presidente Daniele Vaccarino, si è rivelata un autentico «booster» della crescita economica, «determinando per l’anno in corso un incremento delle spese in edilizia del 62,7% sul 2019 sfiorando i 47 miliardi», ha chiarito con riferimento alle possibili correzioni in Legge di Bilancio. I cambiamenti alla disciplina del Superbonus inducono «incertezza e rischiano di bloccare i lavori programmati», dunque Vaccarino ha ribadito le critiche «alla previsione di un «decalage» stringente del valore della detrazione così come per il bonus facciate. Non siam d’accordo anche sulle forti restrizioni all’accesso del beneficio per le abitazioni unifamiliari sulla base del limite Isee inferiore a 25.000 euro», ha incalzato.

L’86% degli interventi «ha interessato proprio gli edifici unifamiliari, assorbendo oltre la metà degli investimenti», secondo Vaccarino. A dire la sua in giornata pure il presidente di Aicarr (Associazione italiana condizionamento dell’aria, riscaldamento e refrigerazione) Filippo Busato: Superbonus 110% ed Ecobonus «stanno spingendo gli italiani ad avviare i lavori di riqualificazione energetica, non sempre considerati prioritari nella classifica delle spese familiari», ha precisato, per cui «il Governo non rimoduli la misura e non cambi le regole ora che i cittadini hanno iniziato a credere in questa significativa agevolazione fiscale». In gioco «non c’è solo l’occasione di una riqualificazione energetica di un parco edilizio vetusto, come quello italiano, ma anche il rilancio di una parte dell’economia italiana, visti gli investimenti che muovono questi interventi», ha aggiunto.

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Se a dicembre 2020, a solo pochi mesi dall’entrata in vigore del Superbonus, risultavano avviati poco più di 1.600 interventi, per un totale di circa 190 milioni di investimenti ammessi a finanziamento, ha avvisato il vertice dell’Aicarr, a settembre 2021 si contavano oltre 40.000 interventi ammessi al beneficio delle detrazioni fiscali, per investimenti complessivi di circa 6 miliardi e 1.300 GWh/anno di risparmio energetico. Oltre il 51% degli interventi ammessi, è stato riferito, sono riferiti a edifici unifamiliari, il 36% a edifici funzionalmente indipendenti, mentre i condomini, che sono il parco edilizio meno efficiente, sono all’ultimo posto con solo il 13%.

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