Il disegno di legge delega 1663 per la riforma degli ordinamenti di 15 professioni regolamentate, compresa la nostra, giace da troppe settimane nella Commissione Giustizia del Senato senza che l’iter vada avanti ed è ora di rompere gli indugi: nei mesi scorsi le categorie hanno partecipato alle audizioni, sono stati presentati gli emendamenti, però il percorso del testo sembra essersi fermato.
Non possiamo permetterci di sciupare l’occasione di una revisione delle regole che sovrintendono alle attività di centinaia di migliaia di liberi professionisti, e quanto uscito sulla stampa specializzata in merito alla mancata realizzazione di un passaggio necessario, il test di proporzionalità, ci preoccupa molto.
Quando, nel settembre del 2025, le quattro riforme delle professioni sono state approvate dal governo e assegnate al Parlamento, avevamo sperato che anche la nostra potesse seguire un percorso di approfondimento, al termine del quale sarebbe potuta partire la fase delle votazioni degli emendamenti e prima possibile l’arrivo in Aula. Ciò non sta avvenendo, e il ritardo getta un’ombra sinistra sulla possibilità che, nell’ultimo anno della XIX Legislatura guidata dal Governo di Giorgia Meloni, il disegno di legge delega che potrebbe adeguare i criteri per lo svolgimento della nostra professione venga licenziato dai parlamentari ed entri nell’ordinamento.
I periti industriali e periti industriali laureati meritano, al pari delle altre professioni, che la strada verso l’approvazione delle nuove regole non si interrompa. Se sul testo forense è stato attivato con successo il test di proporzionalità, chiediamo che il Ministero della Giustizia faccia lo stesso con la riforma degli ordinamenti in Commissione al Senato, per consentire che gli emendamenti vengano votati presto e l’iter prosegua velocemente verso l’esame dell’Aula.










