Calderone «accende i fari» sull’intelligenza artificiale nel mondo produttivo
La diseguaglianza, nel nostro Paese, si amplia e a certificarlo è la Banca d’Italia: stando, infatti, alle nuove statistiche sperimentali dell’Istituto di via Nazionale nel quarto trimestre del 2025, la ricchezza (netta) delle famiglie – comprendendo immobili e attività finanziarie, senza valutare eventuali debiti – ammontava «in media a 453.000 euro per famiglia, in lieve aumento rispetto ai 431.000 euro registrati nel 2024». Tuttavia, dietro tale cifra si conferma una forte concentrazione: il 10% dei nuclei più facoltosi detiene il 60,6% della ricchezza netta totale, mentre la metà meno abbiente si ferma al 7,2%.
L’analisi degli esperti segnala come a gravare non sia solamente la quantità di beni posseduti, bensì pure la loro composizione: per le famiglie nella metà meno agiata oltre il 90% delle attività detenute è costituito da abitazioni e depositi, e le prime rappresentano il 73,6%, i secondi il 17,5%. I nuclei nelle fasce più alte presentano, invece, un portafoglio più diversificato, con una quota rilevante di strumenti finanziari diversi dai depositi. Per questo, viene precisato nel dossier di Bankitalia, è importante mettere in campo nuove tasse in grado di incidere su chi davvero può permetterselo, in modo da trovare nuove risorse per finanziare al contempo servizi pubblici, sussidi alle famiglie in difficoltà e transizione ecologica: in Italia, ad esempio, se fosse applicata una patrimoniale all’1% più ricco – cioè a chi possiede almeno 1,7 milioni di patrimonio – si otterrebbe un gettito addizionale di circa 30 miliardi.
Nel frattempo, il governo si concentra sull’esame dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei comparti produttivi: si è, infatti, svolta ieri a Roma la prima riunione dell’Osservatorio del ministero del Lavoro dedicato all’impatto della tecnologia in campo occupazionale La titolare del dicastero Marina Calderone ha sottolineato come tali soluzioni innovative siano già «presenti nei processi produttivi, nei servizi, nelle professioni e nella Pubblica amministrazione» e come «nei prossimi anni la trasformazione sia destinata ad accelerare», però, ha aggiunto, «la tecnologia deve restare al servizio della persona», richiamando la necessità di un approccio umano‑centrico all’adozione dell’intelligenza artificiale, fondato su dignità del lavoro, formazione e dialogo sociale.
Nel corso dell’incontro, si è appreso, è stato presentato anche il nuovo portale del ministero – Sio – una piattaforma avanzata che garantirà la massima trasparenza sui lavori dell’Osservatorio e consentirà di raccogliere, sistematizzare e rendere accessibili dati, analisi ed evidenze. «La sfida è guidare il cambiamento, non subirlo. L’intelligenza artificiale può diventare una leva di competitività, qualità del lavoro e coesione sociale, se adottata in modo responsabile e con la partecipazione di tutti», sono state le parole conclusive di Calderone.










