In Commissione al Senato attesi i pareri sul «restyling» di 15 professioni
La riforma della professione forense si avvia ad essere esaminata in prima lettura nell’Aula di Montecitorio: con il voto che ha conferito il mandato ai quattro relatori (Ciro Maschio e Marta Schifone di FdI, Ingrid Bisa della Lega e Pietro Pittalis di Fi) la commissione Giustizia ha fatto «calare il sipario» sui lavori avviati sul provvedimento dall’autunno del 2025.E, perciò, il testo sbarcherà in Assemblea lunedì 11 maggio nel pomeriggio per la discussione generale, mentre le votazioni dovrebbero terminare entro la stessa prossima settimana.
Il percorso parlamentare si preannuncia privo di ostacoli e alquanto celere, giacché i deputati della II commissione hanno licenziato alcune correzioni che hanno da un lato semplificato l’accesso dei legali e, dall’altro, placato le rimostranze di un folto schieramento di categorie ordinistiche che aveva denunciato l’introduzione di una «invasione di campo» dell’Avvocatura in altri perimetri di competenze. Vale, dunque, la pena riepilogare una serie di novità del disegno di legge delega che andrà al vaglio dell’Assemblea: su impulso del parlamentare di Avs Devis Dori arriva la «chance» pure per i «fuoricorso» all’università di intraprendere il tirocinio prima di discutere la tesi di laurea, a patto, però, che abbiano già sostenuto tutti gli esami della facoltà di Giurisprudenza, così come – sempre per velocizzare l’ingresso dei legali nel mercato – è passata la riduzione della durata della Scuola forense da 18 a 12 mesi.
Schifone, invece, ricorda di aver «promosso٫ condiviso con gli altri colleghi relatori e visto approvare un emendamento che ritengo particolarmente significativo: l’istituzione obbligatoria e uniforme dei Comitati pari opportunità presso ogni Ordine circondariale forense. Rendiamo esplicito e strutturale ciò che la delega già prefigurava, garantendo coerenza e sistematicità su tutto il territorio nazionale. Le donne avvocato sono state tra le più penalizzate dalla proletarizzazione della professione e la riforma inverte quella rotta», è stato il commento dell’esponente meloniana. Sempre su stimolo dei relatori – e venendo incontro alle istanze di ProfessionItaliane, l’associazione del sistema ordinistico di cui fa parte anche il Consiglio nazionale dei periti industriali – è andata in porto la correzione che stabilisce che l’assistenza, la rappresentanza e la difesa davanti a tutti gli organi giurisdizionali (nonché le procedure arbitrali, la negoziazione e la mediazione obbligatoria) sono «attività esclusive dell’avvocato», ma la consulenza è appannaggio dei legali «fuori dei casi in cui ricorrono competenze espressamente individuate relative a specifici settori del diritto e previste dalla legge per gli esercenti altre professioni regolamentate».
Infine, nella Commissione Giustizia del Senato si è appreso che non sono ancora arrivati i pareri governativi sugli emendamenti alla riforma per il riordino generale delle regole di 15 categorie, ma che sono attesi per la prossima settimana.














