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Appalti pubblici, approvato il DDL Delega

da | 26 Mag 2022 | Costruzione, ambiente e territorio

Appalti pubblici, approvato il DDL Delega: riduzione livelli di progettazione e incarichi gratuiti in casi eccezionali

Nel pomeriggio di martedì 24 maggio 2022 la Camera ha approvato l’ultima revisione del DDL delega Appalti, “Delega al Governo in materia di contratti pubblici” (A.C. 3514), che contiene 31 principi guida sui quali saranno poi redatti i decreti legislativi di riferimento.

Il testo sul quale è stato raggiunto l’accordo definitivo dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale per l’entrata in vigore entro il 30 giugno 2022, dopodiché si seguirà questo calendario temporale per l’iter (lungo) che porterà ai veri cambiamenti:

  • 31 marzo 2023: entrata in vigore tutti i decreti legislativi attuativi del ddl Delega;
  • 30 giugno 2023: entrata in vigore tutte le altre norme (primarie, subprimarie e di diritto privato) per la revisione del sistema degli appalti;
  • 31 dicembre 2023: pieno funzionamento del sistema nazionale di e-procurement. 

Livelli di progettazione: riduzione

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Il ddl delega definisce una riduzione dei livelli di progettazione, con snellimento delle procedure di verifica e validazione dei progetti e razionalizzazione della composizione e dell’attività del Consiglio superiore dei lavori pubblici.

Torna l’appalto integrato

Un altro dei principi di base ‘chiede’ l’individuazione delle ipotesi in cui le stazioni appaltanti possono ricorrere all’affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione dei lavori (appalto integrato), fermo restando il possesso della necessaria qualificazione per la redazione dei progetti nonché l’obbligo di indicare nei documenti di gara o negli inviti delle modalità per la corresponsione diretta da parte della stazione appaltante al progettista o della quota del compenso corrispondente agli oneri di progettazione indicati espressamente in sede di offerta dall’operatore economico, al netto del ribasso d’asta.

Incarichi gratuiti? Solo in casi eccezionali

La base è il divieto di prestazione gratuita delle attività professionali, salvo che in casi eccezionali e previa adeguata motivazione.

Quindi l’equo compenso sarà ‘condizionato’ ad alcuni casi ancora da specificare.

Revisione prezzi

Si dispone l’obbligo, per le stazioni appaltanti, di inserire nei bandi di gara, negli avvisi e inviti, in relazione alle diverse tipologie di contratti pubblici, un regime obbligatorio di revisione dei prezzi al verificarsi di particolari condizioni di natura oggettiva e non prevedibili al momento della formulazione dell’offerta, compreso il costo derivante dal rinnovo dei CCNL nazionali sottoscritti dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, applicabili in relazione all’oggetto dell’appalto e delle prestazioni da eseguire anche in maniera prevalente stabilendo che gli eventuali oneri derivanti dal suddetto meccanismo di revisione dei prezzi siano a valere sulle risorse disponibili del quadro economico degli interventi e su eventuali altre risorse disponibili per la stazione appaltante da utilizzare nel rispetto delle procedure contabili di spesa.

Riduzione stazioni appaltanti

Oltre alla riduzione dei livelli di progettazione, il testo mira a ridurre anche il numero di stazioni appaltanti e al loro accorpamento tramite un sistema di incentivi.

Divisione in lotti

Infine, per arrivare ad una più ampia partecipazione delle PMI alle gare pubbliche, si prevedono criteri premiali per aggregare le imprese e anche l’obbligo di fornire precisi motivi in caso si decida di non suddividere gli appalti in lotti.

Consulta il testo: DDL delega Appalti – testo approvato Camera 11 maggio 2022

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