Ania, il conto «salato» dei cambiamenti climatici: oltre 6 miliardi di danni, in Italia, lo scorso anno

da | 2 Lug 2024 | In evidenza, Primo piano

Ania sui cambiamenti climatici: «Annus horribilis» il 2023, nella nostra Penisola, per le conseguenze (su persone, oggetti e territorio) dei mutamenti del clima globali

A certificarlo, questa mattina, è stata la presidente dell’Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) Maria Bianca Farina, dal palco dell’assemblea dell’organizzazione, a Roma, riferendo che nell’annualità precedente le realtà produttive del comparto nel Pianeta hanno pagato «quasi 100 miliardi di euro per sinistri legati a catastrofi naturali», e da noi «si è registrato il massimo storico dei danni assicurati: oltre 6 miliardi, di cui 5,5 causati da eventi atmosferici» avversi. E 800 milioni riconducibili alle pesanti alluvioni che hanno funestato a partire dal mese di maggio Emilia-Romagna e Toscana.

Occorre, pertanto, è stato il suo monito, dinanzi ad una platea che ha visto in prima fila il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, tenere in adeguata considerazione le «sfide drammatiche e del tutto inaspettate» dei tempi che stiamo vivendo, con le garanzie tradizionali dello Stato che oramai «non sono più sufficienti», mentre le assicurazioni sono chiamate a «un ruolo economico e sociale ancora più importante di quello svolto sino ad oggi», ha spiegato Farina, ponendo l’accento su avvenimenti che ci hanno tutti segnati nel profondo, come la pandemia, il ritorno dell’inflazione, le guerre vicine nell’Est dell’Europa e in Medio Oriente che non si fermano dal 2022 ad oggi, nonché «l’accelerazione del cambiamento climatico, con il suo corollario di più frequenti e severi eventi atmosferici». La popolazione del Belpaese, tuttavia, ha osservato, ha un livello di protezione sui cambiamenti climatici e dalle catastrofi insufficiente: solamente il 6% delle 35,3 milioni di unità abitative esistenti ha, infatti, una copertura assicurativa contro le calamità., sebbene l’80% delle case sia esposto a un livello di rischio medio-alto dal punto di vista sismico e del dissesto idrogeologico. E, è stato evidenziato ancora nella relazione della guida dell’Ania, «sul complesso delle oltre 4,5 milioni di aziende italiane assicurato contro le catastrofi il 4% delle imprese micro, il 19% di quelle piccole, il 72% delle medie e il 97% delle grandi».

Affermazioni, queste, colte anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo videomessaggio inviato all’assise dell’associazione: «Sono consapevole che in Italia, come in Europa, esiste un divario di protezione che va colmato, con un’azione sinergica dello Stato e dei privati. E per questo dobbiamo tutti fare di più, ognuno per la sua parte», ha scandito, affermando che «l’assicurazione è una componente essenziale nella pianificazione e nelle scelte dei cittadini e delle imprese, e contribuisce a garantire la stabilità finanziaria degli assicurati e del sistema economico nel suo complesso», ha proseguito. E, secondo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, la polizza assicurativa contro le calamità naturali per le imprese, introdotta dalla legge di bilancio per il 2024 e attualmente in fase di attuazione, «rappresenta una profonda novità per una corretta distribuzione dei rischi e dei costi» e assicurerà «una maggiore sostenibilità sia per le finanze pubbliche sia per le compagnie».

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