giovedì, 29 Settembre 2022

Anche i lavoratori autonomi nel programma “Gol” per le politiche attive

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Anche i lavoratori autonomi potranno accedere ai servizi del programma di Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol), il nuovo piano del ministero del lavoro sulle politiche attive. L’allargamento della platea dei beneficiari è sancito con la legge di bilancio approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre. L’articolo 75 del provvedimento stabilisce infatti che “al fine di migliorare l’accesso alle informazioni sul mercato e ai servizi personalizzati di orientamento riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori autonomi titolari di partita iva, le misure di assistenza intensiva all’inserimento occupazionale del programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol) sono riconosciute anche ai lavoratori autonomi che cessano in via definitiva la propria attività professionale”.

Anche i professionisti, quindi, saranno tra i beneficiari del programma che il ministero del lavoro ha presentato alle parti sociali all’inizio di settembre. Il piano si inserisce nell’ambito della missione 5, componente 1, del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta, in sostanza, del perno dell’azione di riforma nell’ambito delle politiche attive, che si andrà ad aggiungere al percorso di potenziamento dei centri per l’impiego e al rafforzamento del sistema duale. L’orizzonte temporale del programma è quinquiennale (2021/2025) e le risorse complessivamente stanziate sono 4,4 miliardi di euro, a cui si aggiungeranno 600 milioni per i centri per l’impiego e altri 600 per il sistema duale.

Gol intende aggiornare e riavvicinare le persone al mercato del lavoro attraverso un piano basato su cinque direttrici: la prima è il reinserimento per coloro più vicini al mercato del lavoro, con servizi di orientamento e intermediazione per l’accompagnamento al lavoro. Il secondo punto, invece, è l’aggiornamento, dedicato a lavoratori più lontani dal mercato ma comunque con competenze spendibili, da realizzare attraverso interventi formativi prevalentemente di breve durata e dal contenuto professionalizzante. Il terzo riguarda la riqualificazione, dedicato a lavoratori lontani dal mercato e con competenze non adeguate ai fabbisogni richiesti. Per questi soggetti è prevista una formazione professionalizzante più approfondita, generalmente caratterizzata da un innalzamento dei livelli di qualificazione rispetto al livello di istruzione. Il quarto pilastro è dedicato a lavoro e inclusione nei casi di bisogni complessi, cioè in presenza di ostacoli e barriere che vanno oltre la dimensione lavorativa. Oltre ai servizi precedenti si prevede l’attivazione della rete dei servizi territoriali (a seconda dei casi, educativi, sociali, socio-sanitari, di conciliazione) come già avviene per il Reddito di cittadinanza (e prima per il Rei). Infine, il capitolo dedicato alla ricollocazione collettiva, ovvero una valutazione delle chanches occupazionali sulla base della specifica situazione aziendale di crisi e del contesto territoriale di riferimento per individuare soluzioni idonee insieme agli stessi lavoratori.

Secondo quanto prevede la manovra, i servizi di assistenza per gli autonomi saranno erogati dai centri per l’impiego e dagli organismi autorizzati alle attività di intermediazione in materia di lavoro ai sensi della disciplina vigente mediane lo sportello dedicato al lavoro autonomo di cui alla legge 81/2017 (jobs act autonomi). Questo anche attraverso la stipula di convenzioni non onerose con ordini e collegi nazionali e con associazioni afferenti alla legge 4/2013.

L’obiettivo è quello di avere almeno 3 milioni di beneficiari di Gol entro il 2025. Di questi, almeno il 75% dovranno essere donne, disoccupati di lunga durata, persone con disabilità, giovani under 30 o lavoratori over 75. Almeno 800.000 beneficiari dovranno essere coinvolti in attività di formazione, di cui 300.000 per il rafforzamento delle competenze digitali.

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