giovedì, 29 Settembre 2022
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Ambiente: tutto sul nuovo decreto MITE con le regole per i rifiuti da demolizione e ricostruzione

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Il Ministro della Transizione Ecologica ha firmato il nuovo decreto n.278 del 15 luglio 2022, che stabilisce le condizioni alle quali gli scarti inerti dell’edilizia (rifiuti da demolizione e costruzione) cessano di essere un rifiuto.

Il collegamento col Testo Unico dell’Ambiente

Si tratta di un provvedimento rilevante, un vero Regolamento coi criteri specifici nel rispetto dei quali i rifiuti inerti dalle attività di costruzione e di demolizione e gli altri rifiuti inerti di origine minerale di cui all’art.2, comma 1, lettere a) e b), sottoposti a operazioni di recupero, cessano di essere qualificati come rifiuti ai sensi dell’art.184-ter del d.lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambiente).

In via preferenziale, i rifiuti ammessi alla produzione di aggregati recuperati provengono da manufatti sottoposti a demolizione selettiva.

In conformità a quanto previsto dall’art.184-ter, comma 3, del TUA, tra l’altro, le operazioni di recupero aventi a oggetto rifiuti non elencati all’Allegato 1, tabella 1, punti 1 e 2, del presente regolamento finalizzate alla cessazione della qualifica di rifiuto sono soggette al rilascio o al rinnovo delle autorizzazioni di cui agli artt. 208, 209 e 211 e di cui al Titolo III-bis della parte seconda del medesimo decreto legislativo 152/2006.

I criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto

Il provvedimento stabilisce che i rifiuti inerti provenienti dalle attività di costruzione e demolizione e gli altri rifiuti inerti di origine minerale, come definiti ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettere a) e b), cessano di essere qualificati come rifiuti e sono qualificati come aggregato recuperato se l‘aggregato recuperato è conforme ai criteri di cui all’Allegato 1.

L’aggregato recuperato deve quindi soddisfare i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispettare la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti (art. 184 ter, comma 1 lett c) TU Ambiente.

In totale ci sono 29 parametri da rispettare, con unità di misura e concentrazione limite, indicati nel punto d.1) dell’allegato 1.

La dichiarazione da presentare

A livello operativo, in conformità agli articoli 184 comma 5, 188 comma 4 e 193 del TU Ambiente, il produttore del rifiuto destinato alla produzione di aggregato recuperato è responsabile della corretta attribuzione dei Codici dei rifiuti e delle caratteristiche di pericolo dei rifiuti, nonché della compilazione del formulario di identificazione del rifiuto.

l rispetto dei criteri è attestato dal produttore del materiale edile recuperato tramite una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, redatta per ciascun lotto di aggregato recuperato prodotto, da inviare all’Autorità competente e all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, territorialmente competente.

Tale dichiarazione dovrà essere conservata per 5 anni.

Entrata in vigore e periodo transitorio

A livello di tempistiche, ci sono 180 giorni – dalla pubblicazione del provvedimento sul sito del MITE – per adeguare le comunicazioni – effettuate ai sensi dell’art. 216 del d.lgs. 152/2006 – o presentare un’istanza di aggiornamento dell’autorizzazione ambientale unica o integrata (AIA) già presentata.

Durante questo periodo i materiali risultanti dalle procedure di recupero già autorizzati potranno continuare ad essere utilizzati, mentre le procedure semplificate continueranno a ‘regolarsi’ in base alle disposizioni su limiti quantitativi, norme tecniche e valori limite delle emissioni ex DM 5 febbraio 1998.

 

Riciclo scarti in edilizia – decreto MITE

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