L’ambiente mondiale migliora, emissioni di biomasse mai così contenute

da | 14 Lug 2026 | Prevenzione e igiene ambientale

I numeri nel report di Copernicus. Livello più basso dal 2003, inizio della serie storica

La sostenibilità ambientale è sicuramente uno dei temi più importanti e impattanti del XXI secolo. Si moltiplicano report, iniziative, norme e direttive che puntano a mitigare l’impatto dell’uomo sull’ambiente. La logica, di solito, è quella di «lasciare alle nuove generazioni un mondo migliore». Una frase che di certo non pecca di retorica. Il processo è difficile, ma inizia a produrre i suoi effetti. Una prova arriva dal Servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus. Il Global fire assimilation system (Gfas), infatti, restituisce un dato difficilmente contestabile: le emissioni globali derivanti dalla combustione di biomasse durante la prima metà del 2026, dal 1° gennaio al 30 giugno, sono state le più basse registrate nello stesso periodo nei 24 anni coperti dalla serie storica sulle emissioni degli incendi.

Quali sono le cause? A prima vista, non le normative approvate negli anni. La principale ragione sembra infatti essere la riduzione degli incendi stagionali nell’Africa tropicale. Tuttavia, alla fine di giugno, l’attività degli incendi in Nord America ed Eurasia è aumentata rapidamente, il che significa che questo quadro positivo potrebbe cambiare in breve tempo.

Entrando nel dettaglio dei dati, emerge che le emissioni totali di carbonio stimate derivanti dalla combustione di biomasse nella prima metà dell’anno si sono attestate appena sotto i 400 milioni di tonnellate. A livello continentale, i principali contributi sono arrivati dall’Africa, con 154 milioni di tonnellate, e dall’Asia, con 113 milioni. Come noto, entrambe le regioni hanno una lunga tradizione di incendi agricoli durante la stagione secca. Gli incendi più estesi sono stati osservati nei Territori del Nord-Ovest e nel Manitoba. Nel complesso, tuttavia, le emissioni di carbonio del Canada rimangono al di sotto della media.

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Insomma, le condizioni sono migliorate, ma il prossimo futuro potrebbe essere meno positivo. Lo ha spiegato Mark Parrington, scienziato senior del Servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus, mettendo in guardia sui possibili effetti dei futuri scompensi climatici: «Le previste condizioni di El Niño potrebbero determinare un aumento delle emissioni globali degli incendi, come abbiamo osservato durante i precedenti anni di El Niño del 2015 e del 2019, quando la persistente combustione di biomasse in Indonesia provocò una diffusa foschia a livello regionale e un grave deterioramento della qualità dell’aria. Sebbene la prima metà dell’anno offra un quadro positivo, il monitoraggio continuo resta essenziale, poiché il fumo degli incendi boschivi può comunque avere un impatto significativo sulla qualità dell’aria e le condizioni possono cambiare rapidamente».

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