Allarme smog, un «Green Deal» europeo per contrastare l’emergenza inquinamento

da | 21 Feb 2024 | Impiantistica elettrica e automazione

Emergenza inquinamento: ‘Green Deal’ europeo sui valori dello smog, non più trascurabili

«Paletti» più stringenti contro gli agenti inquinanti che, nel Vecchio continente, continuano a generare vittime e danni all’ambiente: nelle giornate nelle quali preoccupa lo smog e la (cattiva) qualità dell’aria in alcune zone del nostro Paese, in particolare nella pianura padana, le istituzioni europee tornano a evidenziare l’esigenza di un piano di contrasto «ad hoc», ossia un «Green Deal» fatto di regole severe per affrontare un’emergenza che non è più possibile ignorare.

A Bruxelles, i Paesi membri insieme all’Europarlamento hanno raggiunto l’accordo sulla nuova direttiva che introduce alcune novità significative: si parte, si è appreso, da un robusto «giro di vite» ai livelli degli inquinanti più nocivi – le polveri sottili Pm2,5, Pm10 e il biossido di azoto (NO2) su tutti – e si va verso il «semaforo verde» al diritto per i cittadini a chiedere un risarcimento.

Il «pacchetto» di iniziative è stato illustrato per la prima volta alla fine del 2022, e stabilisce «limiti più severi per il 2030 per diversi inquinanti, tra cui il particolato (Pm2,5, Pm10), il biossido di azoto (NO2) e il biossido di zolfo (SO2)». In particolare, l’Europa, per ciò che concerne «i due inquinanti con il maggiore impatto documentato sulla salute umana, ovvero le polveri Pm2,5 e NO2, i valori limite annuali dovranno essere più che dimezzati, passando rispettivamente dagli attuali 25 a 10 microgrammi per metro cubo e da 40 a 20 microgrammi per metro cubo, nel tentativo di ridurre di almeno il 55% il numero di morti premature causate dalle polveri sottili», viene sottolineato nel testo.

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Al di là, inoltre, dei piani per la qualità dell’aria che dovranno essere stilati dagli Stati membri dell’organismo di Bruxelles nei quali i «tetti» superano i limiti, i governi saranno chiamati a redigere una propria «road map» per il miglioramento del contesto atmosferico «entro il 31 dicembre 2028, definendo misure a breve e lungo termine per rispettare i nuovi valori limite 2030» ma è stata «introdotta una clausola per i Paesi membri che potranno chiedere di posticipare la scadenza del 2030 fino a dieci anni, se saranno soddisfatte alcune condizioni specifiche, anche nel caso in cui il taglio dei livelli di inquinamento possa essere ottenuto soltanto sostituendo una parte considerevole degli impianti di riscaldamento domestico esistenti», è stato messo neo su bianco nel documento dell’Ue.

Stamani, intanto, il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto, ha parlato dell’emergenza smog in Lombardia, affermando che l’azione da compiere deve essere fatta «sul fronte della decarbonizzazione, con la modernizzazione del sistema industriale e dei fabbricati. Dobbiamo andare avanti con l’efficientamento energetico e dei veicoli e con la modernizzazione del sistema agricolo», ha argomentato, precisando, però, che l’iter «non si risolve con un provvedimento immediato». Nel frattempo, ha aggiunto, Milano «è migliorata molto rispetto a 10, o 20 anni fa. Ma se capita una giornata come negli ultimi giorni, con la pressione atmosferica e la presenza massiccia di nebbia, si sforano i parametri. Ulteriori interventi sono di competenza regionale e comunale. Ma credo che il percorso sia di medio e lungo periodo rispetto all’efficientamento energetico», ha terminato.

 

 

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