Adepp, oltre 2,5 miliardi di tasse allo Stato (mentre salgono gli iscritti alle Casse)

da | 13 Dic 2023 | Professioni a confronto

È salato il «conto» fiscale a carico delle Casse di previdenza private e privatizzate del nostro Paese

Ammonta, infatti, a più di 2,65 miliardi di tasse, dei quali oltre 1,8 miliardi versati a titolo di Irpef, oltre 44 milioni per le addizionali comunali e più di 115 milioni per le addizionali regionali, tutti importi, è stato precisato nel corso della presentazione del Rapporto dell’Adepp, l’Associazione degli Enti dei professionisti, a Roma, che gravano su pensionati e beneficiari delle azioni di welfare. A tale importo, poi, si aggiungono 640 milioni di tassazione sui rendimenti finanziari.

Il presidente dell’organismo Alberto Oliveti ha dichiarato che «per la prima volta abbiamo calcolato l’impatto delle tasse che arrivano allo Stato, alle regioni e ai comuni grazie alla gestione caratteristica delle Casse private» che, ha proseguito, «confermano il loro ruolo di pilastro dell’economia nazionale. Al di là delle tasse, anche il modo stesso in cui viene gestito il patrimonio sostiene fortemente il Paese. Oltre la metà delle risorse investite, o comunque detenute, è infatti in Italia, con in particolare i Titoli di Stato che hanno superato quota 15 miliardi».

Entrando nelle pieghe del dossier, si apprende come le riserve patrimoniali alla fine del 2022 siano pari a 104 miliardi (l’anno prima l’importo totale era più alto, giacché arrivava a 108 miliardi, però, è stato sottolineato, «vanno considerate la congiuntura economica internazionale sicuramente negativa, ma anche le partite di bilancio che tengono conto della diminuzione dei valori di mercato e non delle plusvalenze in corso»). E, sempre al 31 dicembre scorso, le entrate contributive sono state di 11,9 miliardi, le uscite per prestazioni pari a 7,6 miliardi e, nel complesso, si sono contati 690.000 trattamenti erogati ai professionisti associati.

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Dal 2021 al 2022 gli iscritti agli Enti (oltre 1,6 milioni, in salita dell’1,43%) hanno conseguito redditi medi in crescita del 15,87% (pari a 41.698 euro). E, partendo dalle dichiarazioni del 2020 (esaminando, cioè, i guadagni del 2019, anno pre-Covid), «i redditi nominali sono aumentati del 12,5%, quasi il doppio dell’inflazione nello stesso periodo», recita il documento.

La composizione dei professionisti iscritti alle Casse si è notevolmente modificata nell’arco degli ultimi 18 anni: gli under 40 rappresentavano, nel 2005, quasi il 41% del totale della platea, scendendo a circa 27,1 punti percentuali nel 2022. Sicuramente, si argomenta nel testo dell’Adepp, hanno influito le riforme previdenziali che hanno comportato l’innalzamento dell’età pensionabile e la sempre maggiore propensione a continuare l’attività lavorativa anche oltre l’età pensionabile. Altri fattori vanno ricercati nell’invecchiamento della popolazione italiana e nella diminuzione degli iscritti alle università.

La classe d’età più popolata è quella compresa tra i 50 ed i 60 anni, poi c’è la classe d’età tra i 40 ed i 50 anni. E più del 50% degli associati ha una età compresa tra i 40 e i 60 anni.

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