I dati forniti al convegno promosso dalla Bicamerale sulla previdenza
L’indice totale dei mancati versamenti dei professionisti iscritti alle Casse di previdenza private e privatizzate «oggetto di recupero, non coperti da fondo svalutazione, è pari al 3,28% riferito al bilancio, e al 3,03% stabilito sul dato patrimoniale della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione)», ma se «eliminiamo anche il recupero al netto dei crediti soggettivi degli Enti 103» (di cosiddetta «nuova generazione», nati grazie ad un decreto legislativo del 1996 con il metodo di calcolo dei crediti contributivi puro delle pensioni, ndr), che «hanno una caratteristica diversa di apposizione a bilancio, perché non sono mica ripartizione, bensì a capitalizzazione collettiva, siamo al 2,96% sull’attivo di bilancio e, rispetto all’attivo patrimoniale della Covip (l’ultimo dato è di 125 miliardi totali), siamo al 2,73%». È quello che il presidente dell’Adepp, l’associazione delle Casse, Alberto Oliveti, ha detto nel corso del convegno del 17 marzo, alla Camera, organizzato dalla Commissione parlamentare per il controllo sulle gestioni pensionistiche guidata dal deputato della Lega Alberto Bagnai, a proposito della contabilizzazione delle morosità degli associati.
«Noi chiediamo di avere, intanto, pari dignità nella funzione che esercitiamo di perseguimento dell’articolo 38 della Costituzione con chi esercita mezzi pubblici per perseguire quella stessa funzione», ha sottolineato, in merito alla richiesta (avanzata più volte, in passato) di usufruire della «immediata esecutività dei nostri titoli, come avviene con l’Inps», ha aggiunto. Stando ai calcoli dell’Adepp, dunque, «il 43% dei crediti iscritti in bilancio si riferisce a posizioni regolari, ossia sono contributi che possono essere legittimamente versati nell’esercizio successivo, mentre il restante 57% rappresenta, invece, i crediti effettivi».
Per Bagnai, le linee guida sui crediti contributivi, frutto della collaborazione istituzionale tra la Bicamerale e l’Organismo italiano di contabilità (Oic), che sono state illustrate nel corso dell’iniziativa a Montecitorio, «introducono un quadro tecnico condiviso volto a rafforzare trasparenza, comparabilità e qualità informativa dei bilanci degli Enti previdenziali», precisando che «la qualità dei bilanci non è soltanto una questione tecnica. È una questione di responsabilità istituzionale», giacché gli Enti dei professionisti «amministrano patrimoni rilevanti e svolgono un ruolo fondamentale nella tutela previdenziale di milioni di professionisti. Per questo motivo è essenziale che le informazioni contabili siano trasparenti, comparabili e affidabili», ha incalzato il parlamentare.
L’evento ha permesso di affrontare pure il passaggio alla contabilità economico-patrimoniale delle Casse (Accrual), ancora in fase sperimentale: per la ragioniera generale dello Stato Daria Perrotta con riferimento al «timore» che l’applicazione del sistema «determinerebbe una complessità sulla solidità e sulla volatilità del patrimonio degli Enti, in relazione al famoso valore del criterio storico del «fair value» («valore equo»), in presenza di investimenti che guardano anche a lungo periodo, ma suscettibili alle tensioni momentanee, la nostra buona volontà viene dimostrata non solo dal meccanismo graduale di adozione, ma ricordando che vi è un periodo transitorio che sarà in vigore fino al 2030», ha chiuso.














