venerdì, 7 Ottobre 2022
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Abusivismo edilizio in calo del 2,8%

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Riduzione del 2,8% negli ultimi tre anni: è la percentuale di calo dell’abusivismo edilizio nel nostro Paese. Il dato definitivo per il 2020 – si legge nella Relazione su Benessere equo e sostenibile (Relazione BES 2022) pubblicata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – è pari a 17,1 abitazioni illegali ogni 100 costruzioni autorizzate dai Comuni ed indica una significativa contrazione dell’indicatore che va a cumularsi con quelle rilevate nel 2018 e 2019.

Il documento, giunto alla sua quinta edizione, aggiorna la previsione degli indicatori BES per il periodo 2021-2024 in base agli effetti della Legge di Bilancio 2022 e dei Fondi del PNRR. Nel capitolo relativo all’indice di abusivismo edilizio si legge che dalla scomposizione dei contributi delle abitazioni legali e di quelle illegali alla variazione dell’indicatore si desume per le prime un’inversione di tendenza rispetto ai due anni precedenti. Diversamente dagli anni 2018 e 2019, nel 2020 si è assistito a una riduzione delle abitazioni legali, la quale, a parità di ogni altra condizione avrebbe determinato un aumento dell’ABE (indice di abusivismo edilizio) pari a 0,9 punti.

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La contrazione dell’indice nel 2020, dunque, è interamente dovuta alla riduzione delle abitazioni illegali (effetto pari a -1,6 punti percentuali) che, in quanto maggiore in termini percentuali rispetto a quella delle legali, ne ha più che compensato il contributo. Una riduzione che, come ipotizza il rapporto, potrebbe essere parzialmente spiegata dal contesto pandemico che ha interessato il settore dell’edilizia e delle costruzioni in relazione al fermo temporaneo delle attività produttive e ai successivi interventi di natura emergenziale legati a permessi e concessioni. L’estensione della durata di tali permessi potrebbe aver contribuito indirettamente alla marcata riduzione del numero di abitazioni legali autorizzate nel 2020, differendo nel tempo le nuove richieste.

Il documento si sofferma poi sulla ripartizione geografica dell’indicatore, evidenziando la marcata frammentazione del fenomeno dell’abusivismo sul territorio nazionale. Sul podio, con valori più elevati, Mezzogiorno e Isole (rispettivamente 44 e 43 punti percentuali, mentre nel Nord-Ovest e Nord-Est quelli più bassi (4,9%). Il Centro sta nel mezzo (17,1%). Nel corso del 2020, però, tutte le macro-aree hanno registrato una riduzione dell’indicatore, di maggiore entità nelle Isole dove la contrazione è stata pari a 1,1 punti percentuali in valore assoluto. Le circostanze legate alle misure di contenimento della pandemia di Covid-19, che potrebbero aver contribuito alla riduzione dell’indice, dunque, sembrerebbe che si siano riverberate in maniera pressoché uniforme sul territorio, lasciando sostanzialmente inalterati i differenziali tra le diverse ripartizioni.

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