giovedì, 29 Settembre 2022
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Pnrr e infrastrutture, niente ritardi dal Ministero. Previsti 103 miliardi di investimenti nel trasporto entro il 2026

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Raggiunti tutti gli obiettivi per il 2021 e già approvate due riforme in calendario per quest’anno. Previsti investimenti complessivi per 103 miliardi di euro, che cambieranno il trasporto e la mobilità italiana.

E’ il ministro delle infrastrutture Enrico Giovannini a illustrare questi numeri. Il titolare del dicastero è intervenuto in commissione trasporti alla Camera dei deputati sullo stato di attuazione del Pnrr per le materie di sua competenza. Oltre a illustrare la situazione e indicare i prossimi passi che il governo porrà in essere, Giovannini ha anche presentato una nuova forma di cronoprogramma delle attività da realizzare. Quest’anno ci si dedicherà all’impianto normativo; dal 2023 al 2025 alla distribuzione delle risorse con la realizzazione delle gare, mentre nel 2026 si dovrà completare definitivamente la gran parte dei progetti previsti dal Piano.
La cifra di 103 miliardi si ricava dalla somma delle risorse previste nel Pnrr, nel piano complementare, nell’ultima legge di bilancio e dall’anticipazione sul fondo sviluppo e coesione. Rimanendo in particolare sul Pnrr, sono 40,4 i miliardi di competenza del ministero delle infrastrutture stanziati dal Piano, di cui oltre il 70% saranno dedicati al contrasto al cambiamento climatico. Se a questi si aggiungono i 21 miliardi del fondo complementare, si arriva a 61,4 miliardi derivanti dal Pnrr per infrastrutture e mobilità. Circa 500 milioni andranno a progetti di digitalizzazione, innovazione e cultura, mentre 15 miliardi saranno dedicati alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica. Gran parte degli investimenti, 41 miliardi, serviranno per le “infrastrutture per una mobilità sostenibile”, mentre tre miliardi andranno a progetti di inclusione e coesione. Detto degli ambiti di spesa, per quanto riguarda la tipologia di investimenti ci saranno 52 miliardi dedicati alle opere pubbliche, 6,9 all’acquisto di beni e servizi e 1,6 per contributi alle imprese. La parte del leone la farà lo sviluppo della rete ferroviaria, che da solo prenderà 36,6 miliardi degli euro stanziati.
“È stato assegnato”, ha spiegato Giovannini in audizione, “il 98,7% delle risorse. Siamo al 100% per quanto riguarda i 21 miliardi del fondo complementare, mentre sul Pnrr abbiamo raggiunto il 98,1% di ripartizione dei fondi. Entro il 2026 sono 53 i traguardi e gli obiettivi da raggiungere, di cui 43 per investimenti e 10 per riforme. Nel 2022, sono previsti 7 traguardi; 4 per riforme, di cui 2 già raggiunti, e 3 per investimenti”.
In merito alle riforme previste per quest’anno e già approvate, la prima riguarda la semplificazione normativa e il rafforzamento della governance per la realizzazione di investimenti nelle infrastrutture di approvvigionamento idrico, realizzata con l’articolo 2 comma 4-bis del decreto legge 121/2021. L’outcome previsto è la riduzione delle dispersioni e il miglioramento dell’adattamento ai cambiamenti climatici delle reti di adduzione principale e di distribuzione, nonché la semplificazione normativa, l’accelerazione degli investimenti nel settore e il miglioramento della governance e della gestione del sistema. La seconda riforma riguarda invece la semplificazione delle procedure per il processo di pianificazione strategica in ambito portuale, presente nell’articolo 4, comma 1-septies del decreto legge 121/2021.
Durante l’audizione, infine, il ministro ha sottolineato che alcuni cantieri ferroviari di opere inserite nel Pnrr sono già partiti come quelli sulla Napoli-Bari, Palermo-Catania, sul nodo di Genova e il Terzo Valico dei Giovi, sulla Brescia-Verona-Vicenza-Padova.

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